Download Mp3 dei Cinque Passi 2018/2019!

Come ogni anno, in concomitanza con la Solennità di San Filippo Neri del 26 Maggio, pubblichiamo i Cinque Passi dell’anno appena trascorso.
Ogni singolo Passo è disponibile sia in Streaming che in Download.
Augurandovi un buon ascolto e una buona festa di San Filippo Neri, vi ringraziamo con la speranza di vedervi presenti per i prossimi Cinque Passi dell’anno 2019-2020.

Istruzioni
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San Filippo, Leopardi e i giovani…

Audio Omelia Solennità di San Filippo Neri  26 Maggio 2017

Chi è il poeta che porta sfortuna, il menagramo, il gobbo, quello triste? Leopardi! Ma sondaggi costanti nel tempo alla fine delle superiori, alla domanda qual è il più grande poeta? Leopardi!

La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani.

… il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande di un così grande universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e soffrire che manca sempre qualcosa e soffrire il vuoto, e quindi soffrire la noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si veda della natura umana.

Giacomo Leopardi Pensiero LXVIII

Siamo prigionieri di questa noia, prigionieri della nostra grandezza. Prigionieri eppure vorremmo essere liberi. Ma che cos’è la libertà? C’è la visione della libertà servile, da schiavi, da poveri carcerati. Liberi da… dal lavoro, dalla scuola, dagli impegni… libertà come sinonimo di ora d’aria. Oppure libertà come liberi di… Liberi di uscire, di bere, di andare a una festa. Libertà in questo senso sarebbe libertà di fare cose. Ma non ci liberiamo facendo cose.

Oppure liberi per… Liberi per incontrare Qualcuno.

Sulla bocca del nostro San Filippo si sentivano spesso queste parole: Quando comincerò a fare del bene?… Beati voi, giovani, che avete tanto tempo per fare del bene… Io non ti ho mai amato, eppure ti vorrei amare Gesù mio…

Lo cercava, da ragazzo, nella notte  fuori dalle chiese di Roma pregando alla luce della luna. Lo cercava da giovane prete rinunciando a ogni stipendio come cappellano a San Girolamo della Carità, qui vicino, pur di essere libero per Lui. Lo desiderava ardentemente per i suoi giovani, scherzando e giocando con loro purché Lo potessero trovare. Diceva che avrebbe preferito che gli spaccassero legna sulla schiena piuttosto che un giovane perdesse Gesù con il peccato grave.

Beato quel ragazzo, quella ragazza che già ora da giovane mi potrà credere non perdendo tempo e soffrendo inutilmente come ho fatto io per anni interi. Un ragazzo, una ragazza che si fideranno delle parole che vi sto dicendo con il cuore in  mano. Troppo grande il nostro cuore anche per tutte le cose del mondo, anche per milioni di persone adoranti. Un cuore infinito attende l’infinito e per meno dell’infinito sarà sempre meravigliosamente annoiato, dolorosamente prigioniero. Per non guastare le cose più belle, le persone più belle, per non sciuparle bisogna trovare la Fonte capace di estinguere una Sete così infinita in noi. Questa Fonte ha un nome, è una persona Viva. Viviamo della Sua Vita. Tutto sussiste ed è continuamente creato ad ogni istante da Lui, senza il quale nulla esiste di quello che vediamo e amiamo.

Il mio cuore con i suoi più forti desideri è fatto per le stelle (la parola desiderio porta dentro di sé stelle), è fatto per una persona infinita, il mio cuore è uguale al tuo ed è fatto per Gesù Vivo qui, ora e per sempre.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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La speranza negli occhi

Audio Omelie

1 Maggio 2016

VI Domenica del Tempo di Pasqua (anno C) – Commento alle letture per la Radio Vaticana


La Paix du Christ, la Pace di Cristo, così si dice in Francia al momento dello scambio del segno di pace. Ci si scambia la Sua di Pace. Mi metto, allora, in ascolto idealmente della domanda di un ventenne. Ma dimmi un po’, dov’è questa Pace? Si può vedere? Chi ce l’ha?

L’inquietudine in troppi occhi. Troppi occhi di vecchi senza pace. Occhi di adulti senza certezza sulla bontà della vita. Cosa vede un ragazzo che cresce? Anche negli occhi dei credenti, di quelli che vanno a Messa, a volte drammaticamente negli stessi occhi dei consacrati, dei sacerdoti? Sperimenta l’esistenza di questa Pace donata da Cristo? Cosa posso rispondere a un ragazzo, a una ragazza che fa una domanda così giusta?  I nostri ragazzi non hanno forze per rompere il muro creato dagli occhi cinici e vuoti di milioni di adulti. La disperazione è così diffusa che cominciano ad esserne già intaccati anche i nostri bambini.

La lettura di San Cirillo d’Antiochia che oggi la Chiesa ha fatto fare ai suoi consacrati ci ha messo davanti l’unica cosa che un mondo materialista implora da noi: “È assolutamente necessario che anche noi ci riteniamo vivi della Sua Stessa Vita, superiore alla vita naturale della persona umana”. Il rischio è dimenticare le parole immense e audaci di Gesù, noi prenderemo dimora presso di lui, riferendosi a sé stesso e al Padre che vengono ad abitare nella vita biologica concreta del credente. Questo il nuovo cuore, la vera novità della nostra carne cristiana. La novità morale nelle scelte non sgorga dalla coerenza con la quale eseguiamo una legge affidataci, ma da una Presenza reale e forte e vivente di Dio nel vero discepolo, in noi. Accogliamo la provocazione di chi si definisce ateo e agnostico. Ha il diritto a voler toccare con mano l’Eterna Verità di queste parole. La Pace di Dio che emana dalle persone dei veri discepoli e che quasi per contatto si può passare anche a chi non crede, se non ideologicamente chiuso ad accoglierci.

Ma la Pace donataci da Cristo non è comunque. Non piove dall’alto come beneficio di una capricciosa dea bendata. Implica pesantemente la nostra libertà di discepoli. E questo vince una visione caricaturale della fede in cui una sorta di Grazia Magica escluderebbe la libertà dell’uomo. Noi non siamo burattini che aspettano SuperGesù che ci salva e ci porta via verso luoghi meravigliosi. Custodire in noi la Fede nel cielo, nella Vita Eterna di Dio in noi uniti a Cristo  già ora e poi dopo la morte, è la battaglia spirituale su cui si gioca ogni possibile trasmissione della fede.

Senza fede nel paradiso il vuoto si impadronirà anche dei nostri occhi disperando definitivamente i nostri giovani. Combattiamo per loro la buona battaglia, conserviamo la fede.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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Sabato della V settimana di Pasqua

Audio Omelie

20 Maggio 2017


Vangelo         Gv 15, 18-21
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail