San Filippo, Leopardi e i giovani…

Audio Omelia Solennità di San Filippo Neri  26 Maggio 2017

Chi è il poeta che porta sfortuna, il menagramo, il gobbo, quello triste? Leopardi! Ma sondaggi costanti nel tempo alla fine delle superiori, alla domanda qual è il più grande poeta? Leopardi!

La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani.

… il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande di un così grande universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e soffrire che manca sempre qualcosa e soffrire il vuoto, e quindi soffrire la noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si veda della natura umana.

Giacomo Leopardi Pensiero LXVIII

Siamo prigionieri di questa noia, prigionieri della nostra grandezza. Prigionieri eppure vorremmo essere liberi. Ma che cos’è la libertà? C’è la visione della libertà servile, da schiavi, da poveri carcerati. Liberi da… dal lavoro, dalla scuola, dagli impegni… libertà come sinonimo di ora d’aria. Oppure libertà come liberi di… Liberi di uscire, di bere, di andare a una festa. Libertà in questo senso sarebbe libertà di fare cose. Ma non ci liberiamo facendo cose.

Oppure liberi per… Liberi per incontrare Qualcuno.

Sulla bocca del nostro San Filippo si sentivano spesso queste parole: Quando comincerò a fare del bene?… Beati voi, giovani, che avete tanto tempo per fare del bene… Io non ti ho mai amato, eppure ti vorrei amare Gesù mio…

Lo cercava, da ragazzo, nella notte  fuori dalle chiese di Roma pregando alla luce della luna. Lo cercava da giovane prete rinunciando a ogni stipendio come cappellano a San Girolamo della Carità, qui vicino, pur di essere libero per Lui. Lo desiderava ardentemente per i suoi giovani, scherzando e giocando con loro purché Lo potessero trovare. Diceva che avrebbe preferito che gli spaccassero legna sulla schiena piuttosto che un giovane perdesse Gesù con il peccato grave.

Beato quel ragazzo, quella ragazza che già ora da giovane mi potrà credere non perdendo tempo e soffrendo inutilmente come ho fatto io per anni interi. Un ragazzo, una ragazza che si fideranno delle parole che vi sto dicendo con il cuore in  mano. Troppo grande il nostro cuore anche per tutte le cose del mondo, anche per milioni di persone adoranti. Un cuore infinito attende l’infinito e per meno dell’infinito sarà sempre meravigliosamente annoiato, dolorosamente prigioniero. Per non guastare le cose più belle, le persone più belle, per non sciuparle bisogna trovare la Fonte capace di estinguere una Sete così infinita in noi. Questa Fonte ha un nome, è una persona Viva. Viviamo della Sua Vita. Tutto sussiste ed è continuamente creato ad ogni istante da Lui, senza il quale nulla esiste di quello che vediamo e amiamo.

Il mio cuore con i suoi più forti desideri è fatto per le stelle (la parola desiderio porta dentro di sé stelle), è fatto per una persona infinita, il mio cuore è uguale al tuo ed è fatto per Gesù Vivo qui, ora e per sempre.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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Venerdì della VI settimana di Pasqua

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Omelia 2015

Audio Omelia

Omelia 2016

Audio Omelia

Ieri parlavamo dell’afflizione del discepolo. Oggi Gesù ci dice che il dolore di chi resta discepolo fino in fondo è il dolore di un parto. La promessa fatta ai discepoli è quella di una afflizione seguita da una gioia che nessuno può togliere. Una gioia che non permette nemmeno più di ricordare l’acuto dolore provato in precedenza. Una gioia ora, già in questa vita, non solo ultraterrena.  Ci avviciniamo alla solennità di San Filippo santo della gioia, cosa ci dice ancora la Parola di Dio di questa Gioia divina? Ho evidenziato in grassetto le sue diverse caratteristiche.

Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. Gv 16,23

Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Gv 15,11

Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.  Gv 17,13

Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. At 2,28

Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.   Rm 14,17

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Gal 5,22

Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo. Rm 15,13

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

 

 

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Il film della settimana (21-27 Maggio 2017)

Le ali della libertà (Frank Darabont)

Elisa Calessi  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile”  questo film. Le ho chiesto di raccontare il perchè in poche righe. 

“E’ un film del 1994, con Tim Robbins e Morgan Freeman. Mi piace perché racconta di come la libertà non sia condizionata dal contesto. E’ la storia di un vicedirettore di banca ingiustamente condannato a due ergastoli per omicidio. Si racconta la sua vita in carcere. Inizialmente vittima di violenze, piano piano si fa voler bene dai detenuti e perfino dalle guardie. Sfrutta la sua conoscenza finanziaria, mettendola a diposizione dell’istituto. Finisce per occuparsi della biblioteca, ottenendo fondi dal Senato. Riesce, in un contesto di costrizione fisica e morale, a essere libero. E alla fine riconquista anche la libertà fisica.”

 Cineteca completa.


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Giovedì della VI settimana di Pasqua

Gufo

Omelia 2015

Audio Omelia

Omelia 2016

Audio Omelia

Omelia 2017

Audio Omelia

La tristezza di chi ci sta intorno è in certo senso un contagiosa. L’abitudine ad essere circondati da persone che pensano la vita senza nessuna Fede e Speranza sulla Bontà del vivere allarga ogni giorno di più questa tristezza. Ma attenzione, gli stessi discepoli,  i più intimi del Signore, sono avvisati da Lui in persona, durante un discorso che è tutto una confidenza, che anche loro saranno abitati, invasi dalla tristezza. Questi vangeli insistono molto sulla tristezza. Gesù non dice che i suoi intimi a causa della vicinanza con Lui e delle parole ascoltate non conosceranno la tristezza. Dice loro e a noi che la nostra tristezza sarà cambiata in Gioia e che questa Gioia è legata in modo inscindibile alla Sua Persona. C’è uno spazio di tempo inevitabile, quindi, per l’esperienza di una vera tristezza, di una vera afflizione, di un vero pianto. Che sia un gufo anche Gesù?

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo   Gv 16, 16-20

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà.

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

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Mercoledì della VI settimana di Pasqua

spirituale

Omelia 2015

Audio Omelia

Omelia 2016

Audio Omelia

Omelia 2017

Audio Omelia

Quando però verrà lo Spirito di verità… Occorrono criteri per discernere questa azione dello Spirito Santo perché una cattivo uso di queste parole conduce e ha condotto ad errori gravissimi.

Verità tutta intera… Non aggiungendo cose nuove magari opposte a quelle dette da Gesù, ma facendo cogliere l’Eterna Verità di Gesù sempre più profondamente. Vi guiderà nella Verità Totale facendovela conoscere da dentro. Un’unione sempre più intima, come dicevamo ieri.

Da uno sguardo dal di fuori a un essere portati sempre più dentro al Mistero Vivente di Dio stesso, in Cristo. Gesù dice di sé stesso, io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me, per questo aggiunge che lo Spirito Santo , non parlerà da sé. Non è uno Spirito generico, non basta dire la parola magica spiritualità per essere sicuri che in azione ci sia lo Spirito Santo, perché lo Spirito Santo è Spirito di Cristo, Spirito del Figlio.

Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà

Non può contraddire, negare o deridere le parole di Gesù. Ci conduce a una piena e profonda conoscenza di quanto Gesù ha già svelato, a una piena conoscenza del Mistero di Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo. Da dentro.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo   Gv 16, 12-15
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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