Lunedì della II settimana del Tempo di Pasqua

Omelia 2015

Audio Omelia

Vangelo         Gv 3,1-8
Dal vangelo secondo Giovanni.
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

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La canzone della settimana (23-29 Aprile 2017)

Emozioni (Battisti-Mogol)

Zingonia Zingone ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa canzone. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe.

“La voce un po’ stonata di Battisti emoziona sempre. Sarà meraviglioso per te scoprire che la bellezza non sta necessariamente nella perfezione, anzi… la sua voce colpisce perché è imperfetta, diversa, unica. Emozioni, è un brano introspettivo che percorre gli abissi dove nascono le nostre emozioni. Sembra un film d’autore nel suo far scorrere immagini bellissime di momenti anche banali che, quando vengono inquadrati dalla telecamera sensibile, assumono per noi unicità e rilevanza indicibili.”

Discoteca completa.


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Ottime notizie (23/04/2017)

Quanto è consolante Tommaso! Quante consolazioni scrutando con amore il Vangelo di oggi!

Perché Tommaso non si è fidato di Gesù, delle parole di Gesù, della sua esperienza personale fatta con Lui. Questo consola le nostre fatiche e lentezze a credere nonostante le tante esperienze meravigliose fatte con Gesù.

Perché Tommaso non si è fidato dei suoi amici, di persone con cui aveva condiviso tutto per tre anni. A quante persone non ha creduto Tommaso? Almeno 15 tra amici e amiche chiaramente indicati per nome più un discepolo anonimo amico di Cleopa: Maria Maddalena, Giovanna e Maria di Giacomo, Cleopa, Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo, Taddeo, Simone…

È incoraggiante perché anche noi facciamo fatica a fidarci di testimoni credibili, di amici…

Perché Tommaso è stato scelto da Gesù in persona dopo una notte di preghiera. C’è da subito una gerarchia voluta da Gesù Cristo stesso e da subito essa mostra le paurose fragilità che conosce ogni uomo. La fragilità della gerarchia non potrà, quindi, mai essere un buon motivo per non credere.

Siamo consolati perché Gesù ritorna. Gesù accetta la logica di Tommaso, si adegua non si indispettisce. Penso al bellissimo quadro di Caravaggio in cui è Gesù a prendere la mano di Tommaso. Gesù acconsente, asseconda il desiderio di Tommaso. A ricordarci che non basta un desiderio imperfetto a separarci da Lui, Gesù torna a bussare.

Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto (Me) e hanno creduto!

 “Tu hai creduto perché hai visto” – dice Gesù a Tommaso – “beati coloro che senza aver visto (ossia che senza aver visto me, direttamente) hanno creduto”.  E l’allusione non è ai fedeli che vengono dopo, che dovrebbero “credere senza vedere”, ma agli apostoli e ai discepoli che per primi hanno riconosciuto che Gesù era risorto, pur nell’esiguità dei segni visibili che lo testimoniavano. La frase di Gesù “beati quelli che pur senza aver visto (me) hanno creduto” rinvia proprio al “vide e credette” riferito a Giovanni al momento del suo ingresso nel sepolcro vuoto. Riproponendo l’esempio di Giovanni a Tommaso, Gesù vuole indicare che è ragionevole credere alla testimonianza di coloro che hanno visto dei segni, degli indizi della sua presenza viva. Non è la richiesta di una fede cieca, è la beatitudine promessa a coloro che in umiltà riconoscono la sua presenza a partire da segni anche esigui e danno credito alla parola di testimoni credibili.  Andrea Tornielli – Inchiesta sulla Resurrezione

Gesù ci incoraggia perché chi crede senza aver visto Lui, ma solo fidandosi di amici credibili, di segni evidenti sperimenta una felicità intensa. Quanto è vero questo!

Ma la consolazione più intensa è che Tommaso è restato tra i suoi amici. Tommaso anche nel dubbio nei confronti dei suoi amici è rimasto con loro, c’era con loro anche Tommaso. Quanto questa parola non deve essere sottovalutata. Continuare nel cammino anche nei momenti in cui facciamo fatica a fidarci della Chiesa.

(Il caso dell’apostolo Tommaso) ci conforta nelle nostre insicurezze; ci dimostra che ogni dubbio può approdare a un esito luminoso oltre ogni incertezza         Benedetto XVI

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Il libro della settimana (23-29 Aprile 2017)

Lettere (Yonathan Netanyahu)

Giovanni Lindo Ferretti ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questo libro. Gli ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Mi è stato regalato pochi giorni fa. Da un caro amico – niente di straordinario, ma ti ho pensato -. Ci sono libri che si impongono da subito. Poi magari serve una vita a capire il perché. Una raccolta di lettere da una vita breve, intensa, ” cari mamma e papà ” ” amato papà, mamma, Bibi e Iddo ” i fratelli, donne amate, amici. Tutto l’ordinario possibile riscattato da una dimensione eroica perché Yonathan è un eroe, la sua morte lo certifica e suggella. Al contrario di ciò che viene ripetuto ovunque e in ogni modo un Paese per essere Patria necessita di Santi e di Eroi, se no è una temporanea limitazione geografica. Un vuoto a perdere. Ed è meglio perderlo. Lettere è un piccolo libro che può passare inosservato ma contiene ed esemplifica l’immensa produzione letteraria di Israele, la vivifica in scansione personale quotidiana. Eterna. Raccoglie e semina, nel tempo di una giovinezza, per illuminare infiniti altri cammini.

Non preoccupatevi e iniziate a sorridere. Per amor del cielo, perché tutta questa tristezza?

Vi amo con tutto il cuore, Yoni.”

Biblioteca completa.


Giovanni Lindo Ferretti ha introdotto le sue cinque scelte per la nostra “biblioteca” con queste parole.

“Togliamo i “libri sacri” hai detto, e meno male. Di mio tolgo la grande letteratura: Omero, Virgilio, Dante, Shakespeare, I Ching e Il sogno della camera rossa….. ma come faccio a non mettere Cristina Campo, Simone Weil, Joseph Ratzinger/Sua Santità Benedetto XVI? Mi si perdoni. Salvare cinque libri è un atto di fiducia immensa: è pensare che qualcun altro ne salverà altrettanti in una relazione a crescere. Se no a che pro? Questi sono i miei. Ognuno mi rimanda ad altri, non esisterebbe a sé. Un classico romanzo e una sorta di thriller visionario, un libro di racconti, una raccolta di aforismi, una raccolta di lettere che la morte dell’autore trasforma in romanzo di formazione di un giovane uomo e di una giovane (!!!) nazione. Mi pare ci sia tutta la mia letteratura possibile. C’è il mondo ebraico, il mondo russo, l’Europa come cristianità storica e pensiero filosofico, e quest’ultimo arriva – gran bella sorpresa – dalle colonie oggi dette “periferie”. C’è un futuro apocalittico senza svelamento ma resta un granello di bene: un uomo, una donna, dei figli, un bimbo che porta il fuoco e difende la pistola che gli ha lasciato il padre. Bisogna essere forti e salvaguardare un po’ di buon umore. Il divano è imprescindibile.”


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La poesia della settimana (16-22 Aprile 2017)

“Dante incontra Beatrice” Scultura di Adelfo Galli

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia (Dante Alighieri)

Costanza Miriano  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa poesia di Dante. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Lo so, la scelta è poco originale, ma non si poteva non salvare questa poesia che in pochi tratti dipinge il ruolo femminile come porta di accesso alla grazia, come specchio che aiuta l’uomo ad alzare lo sguardo verso il Bene e la Bellezza, la donna consegnata a Dio, perché umile, e dunque canale di grazia e di salvezza per l’uomo: a lei Dio affida l’umanità.”

Antologia completa.


 

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

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