Maria Madre della Chiesa

Audio Omelie

21 Maggio 2018


Vangelo  Gv 19, 25-34
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

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Lunedì della VII settimana del Tempo Ordinario

bambino epilettico

Audio Omelie

22 Febbraio 2017 


Vangelo   Mc 9, 14-29
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

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Non prendersi in giro

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Pentecoste  (anno B) – Commento alle letture per la Radio Vaticana

20 Maggio 2018


Senza di me non potete fare nulla. Gv 15,5 La pesantezza di questo “nulla”, uscito dalle labbra di Cristo, non può essere nascosta con sorrisi di plastica. Molto preteschi. Occorre riconoscerlo. La visione cristiana della vita parte da un pessimismo antropologico sulle possibilità dell’uomo. La Chiesa continua a celebrare la sua fede cantando la Sequenza di Pentecoste, ricordando che senza la forza dello Spirito di Cristo nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.

San Paolo ci ricorda poi che questo “nulla” senza Cristo e senza il suo Spirito non è neutro, ma cupo e malvagio. Attivo di opere tenebrose. Per l’apostolo delle genti queste opere sono “ben note” e ne fa l’elenco.

Sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Galati 5,19-20

Traduciamo, per non prenderci in giro, in lingua corrente questo elenco. Perché, almeno, facendo degli esempi siano “ben note” anche a chi legge nel 2015. Fare sedute spiritiche, leggere e farsi leggere le carte, andare dai maghi, usare amuleti, sniffare cocaina, andare a prostitute, fare gli scambi di coppia, nutrirsi di pornografia senza opporre alcuna resistenza, ubriacarsi, partecipare a festini con orge, vivere senza contrastare l’invidia, la litigiosità, la propria ira, le proprie gelosie. Vivere perennemente in guerra contro tutto e contro tutti. Queste opere sono il nulla mortifero a cui conduce l’assenza di Dio. All’elenco seguono gli avvertimenti.

Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio Galati 5,21 … poiché se vivete secondo la carne, voi morirete Rm 8,13

Tutte queste azioni sono nulla e morte. Chi asseconda tutto questo non può avere Dio per Re, non può avere Cristo come Signore che regna su di lui. La speranza rifiorisce dalle parole che seguono, ma che senza la gravità di quelle precedenti finiscono per diventare buone notizie irrilevanti.

Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne. Galati 5,16-17
Se con l’aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete. Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. Rm 8,14

Buona notizia è scoprire che il fatto di sentire questi desideri malvagi in noi non è colpa. Un’intensa vita spirituale, di richiesta mendicante dello Spirito di Dio, non spegne questa tensione verso le opere mortifere della carne. Lo Spirito Santo porta solo a non soddisfare questi desideri. Buona notizia è che Gesù, vivente alla destra del Padre intercede per noi, come mediatore e garante della perenne effusione dello Spirito, per farci diventare figli di Dio.
Buona notizia è che lo Spirito Santo, che ci riveste di potenza dall’alto, è promesso dal Padre e dato a tutti quelli che lo implorano.

Io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Luca 24,49

di Padre Maurizio Botta C.O.

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Sabato della VII settimana di Pasqua

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19 Maggio 2018

23 Maggio 2015


Vangelo   Gv 21,20-25
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.  

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Venerdì della VII settimana di Pasqua

Audio Omelie

18 Maggio 2018

2 Giugno 2017

22 Maggio 2015


“Darai la tua vita per me?” Una rilettura della triplice domanda di Gesù a Simone di Giovanni (Gv 21,15-19)

di Don Silvio Barbaglia


Vangelo   Gv 21,15-19
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

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