Un minuto sul Vangelo di oggi (14/07/2015)

310px-John_Martin_-_Sodom_and_GomorrahTiro, Sidòne e Sòdoma sono città disprezzate in tutta la parola di Dio per la loro immoralità e perversione o proverbiali per la loro idolatria con tutto ciò che essa comportava: prostituzione sacra, sacrifici umani, anche dei figli e delle figlie. Ebbene per Gesù queste città biblicamente ultracolpevoli (questa la percezione immediata per un ebreo nel sentirle pronunciate) hanno commesso una colpa meno grave rispetto alle città ebraiche di Corazìn, Betsàida e Cafàrnao beneficiate da tanti suoi miracoli (in greco  δυναμεις che significa letteralmente opere potenti). Capiamo da queste parole la stima che Gesù avesse per i miracoli. Per Gesù i miracoli da lui compiuti sono strumenti evidentemente necessari e potenti a stimolare un ripensamento e un cambiamento di rotta. I miracoli non sono premi usati per sottolineare la bontà di una determinata condotta. Un invito a continuare sulla propria strada. Le opere potenti di Dio non sono lì per sottolineare la santità o condurre a pensieri di orgoglio: Sarò innalzata fino al cielo!. Al contrario i miracoli, i segni di Dio sono dati per condurre alla “puntura del cuore” che nasce dalla constatazione della propria distanza dall’Amore di Dio. Gesù avrebbe voluto che queste città così beneficiate giungessero a una penitenza pubblica vestite di sacco e cosparse di cenere. Lo stesso vale per quelli tra noi che sanno di essere stati beneficiati in modo evidente dalla potente azione di Dio.

Padre Maurizio Botta C.O.

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