Un minuto sul Vangelo di oggi (17/07/2015)

fuoco2Gesù, lo abbiamo ricordato molte volte, porta a compimento ciò che dell’Antico Testamento non è ancora compiuto. Non abolisce porta a pienezza. Porta a compimento il senso profondo di realtà istituite da Dio stesso. Lo vediamo oggi parlare con i farisei detentori della conoscenza e dell’interpretazione delle Scritture. Gesù autorevolmente li corregge e mostra dove non hanno ben compreso la Parola di Dio. Il Sabato memoriale della liberazione fatta da Dio, era diventato fonte di una nuova schiavitù religiosa. Quella che era una pratica espressiva di liberazione, la sacralità del sabato, a causa della loro interpretazione errata era diventata parola che generava paura e legami pesanti. Gesù relativizza il Tempio, la Legge e il Sabato. Sono relativizzati non perché superati, ma perché la verità contenuta in essi è ora incarnata, compiuta e perfezionata in modo vivente in Cristo. Gesù vivente è il nuovo e definitivo luogo santissimo dell’incontro con Dio. Gesù risorto alla destra del Padre è la fonte perenne di liberazione di cui il Sabato era solo memoriale. Gesù presente in mezzo a noi fino alla fine dei giorni è compimento della Legge che viene perfezionata e portata alle sue estreme conseguenze. Uniti a Cristo Signore per potenza di Spirito Santo noi stessi nella nostra carne diventiamo luogo sacro e fonte di liberazione per il mondo. Uniti a Cristo infuocati dalla Sua stessa Carità, implorata come mendicanti, possiamo nella nostra carne amare come Lui ama.

P.Maurizio Botta C.O.

Vangelo Mt 12,1-8
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

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