Un minuto sul Vangelo di oggi (21/10/2015)

hogarth--03Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

All’interno del gruppo ristretto dei Dodici, Pietro emerge come il capo che si fa portavoce degli altri. In questo caso la domanda di Pietro ci mostra come egli fosse ben consapevole che abitualmente le parole di Gesù fossero rivolte ai soli discepoli, ma che questa volta avesse il dubbio che esse fossero rivolte anche a tutti gli altri credenti del popolo di Israele. È bene allora avere chiara la parabola che abbiamo ascoltato ieri.

<<Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!>>

La domanda di Pietro allora è questa: “Questa prontezza, questo stare svegli in attesa del ritorno del padrone nella Notte lo chiedi solo a noi, o è una caratteristica che devono avere tutti?”

Se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi

Gesù risponde con un seconda immagine, chiarendo che per quel servo che agisce come se il Signore non dovesse mai più tornare, comportandosi da padrone della vita come se mai dovesse arrivare il momento dell’incontro, ecco, per quest’uomo il giorno dell’arrivo di Dio sarà sempre e comunque inaspettato, imprevisto, improvviso e sgradito. Interpretare il fatto che il Signore è nascosto, non percepibile sensibilmente in vasti momenti del cammino spirituale, come licenza per non fare quella Sua Volontà manifestata dal Vangelo. Alla fine Gesù chiarisce dicendo che ci sono servi che conoscono la Volontà del padrone e servi che non la conoscono. Ci sono alcuni uomini a cui è dato molto, ci sono invece altri uomini a cui non solo è dato, ma affidato molto. La prontezza, lo stare svegli è chiesto a tutti, ma in proporzione del dono ricevuto. A chi ha conosciuto molto il Signore, a chi ne ha gustato di più il Sapore è chiesta una prontezza, una vigilanza molto maggiore. Al discepolo a cui è stata affidata un’intimità più profonda con Cristo è chiesta una determinazione, una tensione nell’attesa molto molto più profonda di chi ha gustato poco.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo Lc 12,39-48

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

 

 

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