Un minuto sul Vangelo di oggi (28/10/2015) Brutti, sporchi e cattivi

brutti_sporchi_e_cattivi_nino_manfredi_ettore_scola_013_jpg_sezqApostoli Giuda e Simone. Due nomi sconosciuti, conosciuti solo da Gesù Cristo. Escono dal cuore di Cristo dopo una notte di preghiera solitaria al Padre. Questo ci aiuta a ripensare alle nostre categorie di successo, alla nostra fame di applausi. Per il mondo Giuda e Simone sono dimenticati. Per noi stessi sono santi molto meno significativi di tanti altri. Vogliamo forse paragonare un San Francesco, una Santa Teresa a questi apostoli sconosciuti? Entrano ed escono silenziosamente dalla scena della storia eppure il cuore e l’intelligenza di Gesù li hanno scelti dopo una preghiera lunga solitaria e intensa per portare il fuoco a tutto l’universo.

Simone era soprannominato lo zelota. Che fosse zelota era evidente per tutti quelli che lo incontravano. Uno “zelota” odiava i romani e sognava un Messia liberatore politico. Aveva la spada. Pietro aveva la spada. Giacomo e Giovanni erano uomini così impulsivi e focosi da essere soprannominati “figli del tuono” e da augurare una distruzione infuocata dal cielo per tutti i Samaritani. Matteo era un pubblicano senza scrupoli, collaborazionista con l’impero e affamatore del suo popolo. Odiato. Giuda Iscariota da più di duemila anni non ha bisogno di altre presentazioni. Dopo una notte di intensa preghiera solitaria chiamati a sé i suoi già molti discepoli Gesù elegge tra tutti i possibili questi campioni. Mi incoraggia. Gesù chiamò uomini così duri. Visto che le percentuali vanno di moda possiamo dire che almeno il 50% delle colonne della Chiesa nascente erano pura dinamite. Che bello il Vangelo vero! La buona notizia di Dio che regna in una storia vera fatta di uomini reali, anche sanguigni.

Un’ultima considerazione, da tenere ferma e non spostare più, è proprio aver chiaro quanto Cristo non confonda mai la folla e i suoi discepoli. Come Gesù scelga tra i suoi discepoli i dodici apostoli evidentemente ponendoli a un livello differente rispetto agli altri. Come Gesù tra i suoi stessi dodici apostoli per i momenti decisivi della sua vita ancora una volta scelga. Sceglie Pietro Giacomo e Giovanni. Gesù scelse e continua a scegliere. Parla a e continua parlare. Applicare indistintamente le sue parole e i suoi insegnamenti a tutta l’umanità senza distinguere a chi egli si rivolga è uno dei grandi tradimenti che possiamo compiere. Una delle forme più frequenti di relativismo esegetico.

di Padre Maurizio Botta

Vangelo Lc 6,12-16
+ Dal vangelo secondo Luca
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio.

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti.

Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

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