Un minuto sul Vangelo di oggi (26/11/2015)

rome_city_destruction_world-war-zA volte per capire lo sbigottimento che le parole di Gesù sulla distruzione di Gerusalemme ingenerarono sui suoi discepoli mi immagino che cosa sarebbe per me la fine di Roma. Veder crollare San Pietro. Cadere gli obelischi delle piazze. Saltare in aria il Colosseo. Veder esplodere le fontane e bruciare Villa Borghese o Villa Pamphili. Sarebbe impossibile vedere la distruzione di Roma e non pensare alla fine del mondo. Gesù usa nel suo discorso la stessa logica, passa senza soluzione di continuità dalla descrizione di Gerusalemme in ginocchio assediata, cosa che di lì a poco sarebbe effettivamente avvenuta, all’annuncio della sua venuta finale escatologica. Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Quello che invece è veramente nuovo è l’annuncio di Bene al cuore di queste disgrazie. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. La liberazione dalla violenza della storia personale e universale avviene con la venuta forte e definitiva di Cristo. Maranatha. Viene Signore Gesù. Non tardare oltre la nostra terra ha sete solo di te.

di Padre Maurizio Botta

Vangelo Lc 21, 20-28
+ Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

 

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