Un minuto sul Vangelo di oggi (19/02/2016)

litigi-di-coppia-1140x494Fissiamo la nostra attenzione su questi versetti del Vangelo di oggi: Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Oggi Gesù parla ai discepoli dei rapporti tra di loro. Non parla di amore per il nemico. Accogliere volontariamente la divisione con il fratello ci tiene fuori dal Regno dei Cieli. Una Vita Nuova senza paura nella Pace di Cristo è possibile solo combattendo la battaglia per non “uccidere” il nostro fratello. Gesù afferma che la divisione anche solamente morale con il nostro fratello ha la stessa radice dell’omicidio. C’è qualcosa di omicida in ogni divisione liberamente accettata. Non è condannato, naturalmente, il pazientare nell’attesa del momento opportuno per riconciliarsi, perché questo atteggiamento ha già in sé una volontà chiara di riconciliazione, oppure lo scatto istintivo di ira, ma la volontà ferma di chi dice interiormente: “So che c’è divisione, ma non m’importa!”. Prendiamo sul serio queste parole di Gesù. Il Purgatorio sarà il tempo di purificazione in cui verranno sciolte tutte le questioni sospese della nostra vita. Il fratello con cui non ci riconciliamo può diventare l’ostacolo più insormontabile per l’Amicizia con Dio. Questa è una vera e propria legge spirituale.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Audio Omelia

Vangelo Mt 5, 20-26
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

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