Un minuto sul Vangelo di oggi (26/02/2016)

VIGNAIOLI-ASSASSINIAccogliere la Rivelazione di Dio, ascoltare Gesù, significa percorrere una via avventurosa che ci porta a custodire tutte le sue parole. Facendo questo evitiamo dei grandissimi massi contro cui rischieremmo di schiantarci miseramente.

Gesù racconta i pensieri e le azioni malvagie contro i profeti che lo hanno preceduto definiti servi del padrone della Vigna. Addirittura racconta l’omicidio del Figlio del Padrone della Vigna, l’Amato, il Scelto per eccellenza, Colui nel quale Legge e Profeti trovano quella pienezza che manca ancora loro. Gesù descrive con le immagini di una parabola questa storia di violenza. Voler uccidere l’eletto di Dio, voler muccidere il profeta, voler uccidere il Figlio, ma La radice è sempre la stessa l’invidia, la gelosia. Gelosi di Gesù.

Tanti vogliono ancora oggi uccidere Gesù, non lo dicono, ma vogliono accaparrarsi l’eredità, essere omaggiati come emancipatori della Chiesa, benefattori che aiutano i credenti a crescere e a superare le superstizioni. La Vigna è la Chiesa che unita al Figlio è offerta insieme a Lui per la vita del mondo. Dio ha tanto amato il mondo dare il Suo Figlio unigenito. Cosa certa è che il Padrone non molla la sua Vigna, non si arrende. La Vigna è sua! Non è nemmeno ipotizzabile che Lui non torni, che la lasci in mano a chi proprietario non è. Può lasciarci stupito il fatto che la consegni a contadini che la trascurano e non la fanno fruttificare, può stupirci o indisporci la sua pazienza nell’attendere, ma ci conforta il fatto che Dio ami la Sua Vigna. È sua e nessuno può appropriarsene per sempre. Ci consola che arriverà un momento in cui questo sarà chiaro. Il Vangelo di oggi ci permette ancora una volta di evitare un masso sempre pericolosissimo: il pensare che la Chiesa sia realtà solo umana soggetta alle sole logiche di potere del mondo e che possa sfuggire all’amore provvidente di Dio.

Audio Omelia

Vangelo Mt 21, 33-43. 45
Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare». Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

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