Un minuto sul Vangelo di oggi (25/05/2016)

gollumMentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.

Sgomenti e impauriti davanti alla croce di Gesù intuendo che a questa stessa croce Lui unirà anche noi. Rischiamo di non volere questa parola di Gesù. Non vogliamo il calice di Gesù, non vogliamo il battesimo di Gesù. Non vogliamo la croce, ma il compromesso a tutti i costi. Siamo pavidi che hanno paura di soffrire, di perdere la gloria umana e i vantaggi derivanti dal non scontentare mai nessuno. Incapaci di dire “no”, di lasciare qualcosa, per essere di Cristo. Pur di non di non uscire dal conformismo ideologico ci nascondiamo. In sostanza siamo identici a quei poveretti che Gesù scelse per primi facendoli diventare santi. Ma per favore diciamoci la verità tutti insieme. Non arrampichiamoci sui vetri per giustificare la nostra vigliaccheria, il nostro attaccamento al potere, alla vanità. Fu vigliacco Pietro e noi lo siamo come lui. Erano ambiziosi e vanitosi Giacomo e Giovanni e noi non siamo diversi. Erano vogliosi di emergere anche tutti gli altri dieci, magari con meno doti umane, e allora rimuginavano invidiosi alle spalle. Noi come loro.

A pochi giorni dalla sua rinuncia, Papa Benedetto XVI disse ai seminaristi di Roma: “La croce può avere forme molto diverse, ma nessuno può essere cristiano senza seguire il Crocifisso, senza accettare anche il momento martirologico.” Penso che se fossimo sinceri fino in fondo dovremmo ammettere che questo è il problema mio, tuo, vostro, di ogni vescovo, sacerdote, cardinale, consacrata, sposato, sposata, giovane o vecchio. Non volere mai la Croce.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

Vangelo   Mc 10, 32-45
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».  Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

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