Tessuto d’oro (15/08/2016)

Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha innalzato gli umili.

Parleremo di superbia e umiltà, ma partendo dal contesto biblico del Magnificat. Questo meraviglioso cantico poetico è, infatti, usando le parole di Papa Benedetto, un “tessuto” fatto totalmente di “fili” dell’Antico Testamento, fatto di parola di Dio. Un tessuto di fili d’oro. È il canto di un anawim, di un povero di Israele, di un umile, un piccolo, un nulla. Di una donna che, con una parola, ha il timor di Dio, la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Non su tutti. Già tante volte abbiamo detto che il timor di Dio non è la paura di Dio. Il timor di Dio comporta che si creda nell’esistenza di Dio, che si creda nella sua azione, in particolare quell’azione che è il suo farsi conoscere, il suo entrare in relazione con il popolo di Israele. Dio fa delle promesse al suo popolo e il povero di Dio attende a volte anche piangendo che si compiano queste promesse , non quel che vuole lui. E quando vede che si compiono esulta. La vera umiltà, quella del povero di Dio dell’anawim dice e dirà sempre: Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

La vera umiltà, la vera piccolezza crede nell’esistenza di Dio, che Dio è così come si fa conoscere, che Dio è fedele alle sue promesse anche nel momento della prova. La vera umiltà conduce all’esultanza di chi vede in sé l’azione di Dio ed esulta in Dio perché ha compiuto opere grandi. Il vero umile grida di gioia il suo atto di fede: tu hai fatto in me cose grandi Signore!

Il superbo invece, usando il linguaggio biblico, è un uomo che non ha timor di Dio che si perde nella confusione dei suoi pensieri. Attenzione confusione che è ben diversa dal non capire tutto. Anche Maria non ha capito subito tutto quello che le succedeva, anche Maria non ha capito subito il comportamento di Gesù.

Il superbo non crede in Dio, pensiamo ai regimi comunisti, oppure ci crede, ma modellandolo sulle sue voglie, i nazisti recavano incisa sulla fibbia della cinta la frase “Got mit uns!” , “Dio è con noi!”. Il superbo è l’uomo completamente disinteressato della Parola di Dio, delle sue promesse, di chi sia Dio. È tutto ripiegato sui suoi pensieri. Dio, ci ricorda Maria la piccola, agisce anche disperdendo i pensieri di questi superbi. Anche di questo lo ringraziamo. Oggi Dio sta continuando a disperdere i pensieri dei superbi e anche non crederlo, sprofondando nella tristezza, è superbia.

Resta, infine, la forma sottile di superbia del credere che il Magnificat sia il canto solo di Maria. Maria è maestra di fede, madre della fede. Ci aiuta per cantare il nostro magnificat, per diventare veramente umili. Non saremo mai umili se non canteremo esultanti, se non crederemo alla promesse di Dio e che  quindi il Magnificat è canto anche per noi, che anche la nostra carne è destinata alla gloria.

La grandezza di questa opera di Dio in Maria è cresciuta dopo la sua morte, quando Dio ha fatto entrare totalmente Maria nella Resurrezione del Suo Figlio, anima e corpo, ma il culmine della grandezza di questa piccola piccola donna non fu quando cantò il Magnificat e non fu nemmeno quando con il suo corpo fu unita alla Resurrezione di Cristo. Le grandi cose che Dio ha fatto in Maria stanno ancora compiendosi anche oggi. Maria, ancora oggi, sempre più forte, canta il suo Magnificat e vuole condurre anche noi su questo stesso cammino di piccolezza innalzata dall’Amore.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

About admin