Bassotto (30/10/2016)

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Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

Zaccheo ovvero un uomo perduto. Per Gesù la vita di Zaccheo era perduta.  Cristo cerca un uomo che non è solo cattivo, ma perduto. Uno così è senza speranza. La speranza non viene da qualcosa che lui può fare, ma da altrove, dall’esterno, non dalle sue forze. Solo per lo sguardo di Gesù nessuno è mai perduto.  Abbiamo tutti nostalgia di questo sguardo.  Nostalgia di riceverlo per noi, ma anche, nostalgia di poterlo donare agli altri per non ucciderli.

Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.

Se Gesù fosse solo un grande uomo queste parole sarebbero quasi irrilevanti, ma è Dio quello che deve fermarsi. Dio ha un’urgenza interna di cercare chi è perduto. Dio coglie il desiderio, anche embrionale, dell’incontro. Gesù è affamato di questo desiderio di incontro, tanto che, quando il desiderio si trasforma in una scelta che porta a non misurare le conseguenze, deve fermarsi. Dio Onnipotente deve fermarsi davanti a questo uomo che perde la faccia, che rischia, che corre avanti, che sale su albero, che accetta di esporsi al pubblico ludibrio. È venuto a cercare Zaccheo in un momento preciso, in un momento opportuno, in un kairòs, in un oggi. Questo io devo, devo cercarti, devo salvarti, devo fermarmi, questa io devo è l’unica vera buona notizia. Gesù si autoinvita a casa di un omino bassissimo non solo dal punto di vista corporale. Un bassotto spirituale.

E` andato ad alloggiare da un peccatore!

Questa esclamazione, invece, è carica dell’impazienza degli uomini.  Mormorano.  La differenza nello sguardo è plateale.  Da una parte uno sguardo umano statico che non è aperto a nulla, uno sguardo che non cerca chi è perduto per salvarlo, uno sguardo che solo constata solo che una persona è perduta, senza speranza. Se Cristo non ci avesse lasciato come suo comandamento quello di amarci come Lui ci ha amati non ci sarebbero problemi, potremmo dire: “Beh Gesù è Gesù, è tanto buono. Noi invece siamo solo uomini…”  Ma chi veramente sta con Dio entra nel suo sguardo divino e diviene capace di guardare come Lui guarda.  Amatevi come io vi ho amato porta in sé il comandamento guardatevi come io vi ho guardato. Il vero discepolo sente nel cuore quel oggi devo fermarmi qua, devo fermarmi oggi a guardare questa persona.

Dio si ferma, deve fermarsi. Dio cerca ogni uomo prima del suo pentimento. Dio ci cerca e salva prima dei nostri cambiamenti . Dio è prima del nostro pentimento, prima del nostro cambiamento.  Suscita, stimola il cambiamento . Resta solo che se non senti la voglia, lo stimolo a correggerti, a migliorare, a riparare, forse devi chiederti se Gesù l’hai mai incontrato veramente. Devi chiederti se, come Zaccheo, ti hanno interessato i racconti su Gesù, se hai corso in avanti, se sei salito su un albero, se hai perso la faccia davanti a tutti pur di vederlo. a dirci che lo spazio misterioso della nostra libertà resta. Rimane quel che possiamo fare prima di cambiare, ma se Lui non ci guardasse, se Lui non ci cercasse, se Lui non si fermasse resteremmo dei perduti. Se il nostro sguardo è spietato dobbiamo chiederci se a Cristo apparteniamo, se vogliamo che Lui regni in noi.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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