Emersione (8/1/2017)

Quello che viene detto su di noi è una delle realtà che più catalizzano la nostra attenzione e i nostri sforzi. Quanto ci interessano le parole degli altri su di noi! Pensiamo a una parola detta su di noi, davanti a tutti, pensiamo all’incubo segreto di essere rimproverati in pubblico. Oppure i sogni nel sonno, a volte a occhi aperti, di elogi pubblici, di qualcuno che pubblicamente ci lodi. Una Parola detta su di noi che ci confermi, che ci dia slancio. Oggi ascoltiamo la parola del Padre sul Figlio. La Parola detta dal Padre su Gesù Cristo.

Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento

Ο υιος μου, ο αγαπητος. Letteralmente suona così: Il figlio di me, l’amato! L’amato per eccellenza espressione ottenuta dalla ripetizione dell’articolo. È colui che dà soddisfazione, amato e amabile, caro, desiderato e conforme al desiderio, come vorrei che fosse.

εν ω ευδοκησα. Cosa si intende con questa espressione compiacimento? Tu sei la mia gioia, la mia consolazione, tu sei la mia speranza, sei conforme al mio cuore, sei il Figlio del mio desiderio. E questo perché il Padre lo vede, vede le sue scelte e le sue azioni, le sue decisioni. Quali?

Il più Forte considera giustizia, cioè conforme alla Volontà del Padre Suo, questa solidarietà, questo fare solido, l’essere tutt’uno con una fila di peccatori. Questo è giustizia, questo è santità! La Forza del più Forte che decide di non manifestare la Sua Forza, la Sua Santità per non annichilire, per non scoraggiare, per esprimere il gradimento di Dio per questa umanità che vuole cambiare, per l’uomo che dice la sua nostalgia per il Bene, per la lealtà, per l’onestà. Questo era il battesimo di Giovanni, un grido di nostalgia per la bontà, per l’innocenza. Gesù riconosce che applicare al massimo la nostra volontà per camminare nella direzione indicata da Dio è una cosa buona. Ogni tanto ricordiamolo!

Ma il Padre con questa espressione dice molto di più. Conferma tutta la vita di Gesù, dalla nascita fino a quel momento. Gesù compie una prima azione pubblica, considerata da quel momento decisiva, ma che emerge da un silenzio, mai da noi abbastanza meditato, durato circa 30 anni. È la conferma dell’incarnazione, dell’infanzia.

Questo è il momento dell’emersione di Gesù da un mare profondo di quotidianità nascosta vista solo dal Padre.

Qui è la radice della beatitudine per noi, uniti a Cristo in virtù del Battesimo, godere di questo nascondimento sotto lo sguardo del Padre.  In noi vuole operare veramente lo Spirito di Cristo, abbiamo il potere di diventare figli, ma figli così! Figli amati e amabili sotto lo sguardo del Padre prima di ogni emersione pubblica. Amanti del nascondimento, diventiamo discepoli di Gesù e portiamo frutto.

di Padre Maurizio Botta

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