Visitazione della Beata Vergine Maria (31/05/2017)

umiltà pelosa

Omelia 2016

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Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!

Queste espressioni sono contenute nella Prima Lettura della Festa di oggi, Visitazione della Beata Vergine Maria. Sono gli imperativi di Dio proclamati dal profeta Sofonia. Imperativi divini che realizzano, quindi, quello che dicono. E in chi, più di Maria, questi imperativi di Dio si sono realizzati? Non dice devi gioire, devi esultare, devi rallegrarti con tutto il cuore… La gioia non è mai un dovere morale e non si può esigere da nessuno. Non può essere frutto volontaristico di coerenza da esibire.

La promessa di gioia è legata a una salvezza potente, a un rinnovamento realizzato da Dio descritto con queste espressioni: Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia. Dio che salva potentemente rende nuova la creatura con il Suo Amore e come il più tenace degli amanti esulta di gioia per la bellezza che il suo stesso Amore ha realizzato.

Esistono una finta devozione e un finto amore a Maria. Una finta umiltà, pelosa, che si ferma a guardare la Madonna come a una quasi-divinità irraggiungibile. Ascoltare queste parole come se si riferissero a lei e basta e non tenere presente che Dio aspetta di gridare di gioia anche per noi, che Dio ci offre il Suo Amore per rinnovarci, per fare in noi  grandi cose, per adempiere anche in noi le sue promesse. Per questo Maria come Madre veglia premurosamente con la sua potente intercessione. Maria ci spinge a credere che Dio ha tutta la potenza di rinnovarmi e che Dio vuole esultare di gioia anche per me. Maria veglia su di noi aspettando con Dio il canto del nostro personale Magnificat. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente…

di Padre Maurizio Botta C.O.

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