Martedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

Zaccheo ovvero un uomo perduto. Per Gesù la vita di Zaccheo era perduta. Cristo cerca un uomo che non è solo cattivo, ma perduto. Uno così è senza speranza. La speranza non viene da qualcosa che lui può fare, ma da altrove, dall’esterno, non dalle sue forze. Solo per lo sguardo di Gesù nessuno è mai perduto. Abbiamo tutti nostalgia di questo sguardo. Nostalgia di riceverlo per noi, ma anche, nostalgia di poterlo donare agli altri per non ucciderli.

Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.

Se Gesù fosse solo un grande uomo queste parole sarebbero quasi irrilevanti, ma è Dio quello che deve fermarsi. Dio ha un’urgenza interna di cercare chi è perduto. Dio coglie il desiderio, anche embrionale, dell’incontro. Gesù è affamato di questo desiderio di incontro, tanto che, quando il desiderio si trasforma in una scelta che porta a non misurare le conseguenze, deve fermarsi. Dio Onnipotente deve fermarsi davanti a questo uomo che perde la faccia, che rischia, che corre avanti, che sale su albero, che accetta di esporsi al pubblico ludibrio. È venuto a cercare Zaccheo in un momento preciso, in un momento opportuno, in un kairòs, in un oggi. Questo io devo, devo cercarti, devo salvarti, devo fermarmi, questa io devo è l’unica vera buona notizia. Gesù si autoinvita a casa di un omino bassissimo non solo dal punto di vista corporale. Un bassotto spirituale.

E` andato ad alloggiare da un peccatore!

Questa esclamazione, invece, è carica dell’impazienza degli uomini. Mormorano. La differenza nello sguardo è plateale. Da una parte uno sguardo umano statico che non è aperto a nulla, uno sguardo che non cerca chi è perduto per salvarlo, uno sguardo che solo constata solo che una persona è perduta, senza speranza. Se Cristo non ci avesse lasciato come suo comandamento quello di amarci come Lui ci ha amati non ci sarebbero problemi, potremmo dire: “Beh Gesù è Gesù, è tanto buono. Noi invece siamo solo uomini…” Ma chi veramente sta con Dio entra nel suo sguardo divino e diviene capace di guardare come Lui guarda. Amatevi come io vi ho amato porta in sé il comandamento guardatevi come io vi ho guardato. Il vero discepolo sente nel cuore quel oggi devo fermarmi qua, devo fermarmi oggi a guardare questa persona.

Dio si ferma, deve fermarsi. Dio cerca ogni uomo prima del suo pentimento. Dio ci cerca e salva prima dei nostri cambiamenti . Dio è prima del nostro pentimento, prima del nostro cambiamento.  Suscita, stimola il cambiamento . Resta solo che se non senti la voglia, lo stimolo a correggerti, a migliorare, a riparare, forse devi chiederti se Gesù l’hai mai incontrato veramente. Devi chiederti se, come Zaccheo, ti hanno interessato i racconti su Gesù, se hai corso in avanti, se sei salito su un albero, se hai perso la faccia davanti a tutti pur di vederlo. a dirci che lo spazio misterioso della nostra libertà resta. Rimane quel che possiamo fare prima di cambiare, ma se Lui non ci guardasse, se Lui non ci cercasse, se Lui non si fermasse resteremmo dei perduti. Se il nostro sguardo è spietato dobbiamo chiederci se a Cristo apparteniamo, se vogliamo che Lui regni in noi.

di Padre Maurizio Botta C.O.


Zaccheo uomo molto in vista, odiatissimo,  non teme di essere visto appollaiato su un albero  da uomini che certamente lo avrebbero deriso. Sopporta le o scherno perché di più vuole vedere Gesù. E Gesù risponde a Zaccheo quel nanerottolo che vuole vederlo. Gesù guarda Zaccheo e dopo questo sguardo Zaccheo cambia.

Tanti anni fa, durante una serata indimenticabile, alcuni giovani carissimi amici di CL mi fecero notare come due canzoni di Mina erano, se rivolte a Cristo, delle proprie preghiere capaci di descrivere in modo profondissimo questo episodio della vita di Gesù. Vi riporto il testo e i video di queste due poesie cantate magistralmente. Immaginate che a cantare sia Zaccheo. Mi sono permesso di evidenziare in grassetto i passi che, a mio avviso, sono i più spiritualmente impressionanti. Da quella sera ho capito che la verità contenuta nelle canzoni e nelle poesie d’amore più belle raggiunge l’apice solo se rivolta a Dio.

La mente torna 

La mente va, dove va chissà. Mi sento donna così come mai fuori c’è un mondo che ormai mi aspetta io lo so. Io voglio vivere anche per me, scoprire quel che c’è io voglio apro già la porta ma… Arrivi tu la mente torna il cuore mio quasi si ferma e intorno a me lo spazio immenso che persino io non ho più senso. Arrivi tu il mondo è acceso quello che era mio tu l’hai già preso non ci son più per me esitazioni ti chiedo solo se mi perdoni. Non mi saluti ti siedi e poi apri il giornale non guardi più me mi lasci sola così, perché? Io volo senza te. Io voglio vivere anche per me scoprire quel che c’è io voglio sono già diversa ma… Mi parli tu la mente torna il cuore mio quasi si ferma e intorno a me lo spazio è immenso che persino io non ho più senso. Mi parli tu il mondo è acceso quello che era mio tu l’hai già preso non ci son più per me esitazioni ti chiedo solo se mi perdoni.

Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso

Era solamente ieri sera io parlavo con gli amici scherzavamo tra di noi.

E tu e tu e tu tu sei arrivato m’hai guardato e allora tutto e’ cambiato per me.

Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso, all’improvviso, non so perché, non lo so perché, all’improvviso, all’improvviso, sarà perché mi hai guardato come nessuno mi ha guardato mai, mi sento viva all’improvviso per te. Ora io non ho capito ancora non so come può finire quello che succederà ma tu, ma tu, ma tu tu l’hai capito l’hai capito ho visto eri cambiato anche tu. Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso all’improvviso non so perché non lo so perché all’improvviso all’improvviso sarà perché mi hai guardato come nessuno mi ha guardato mai mi sento viva all’improvviso per te.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo  Lc 19,1-10

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».



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