Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

ladracmaperdutaOmelia 2015

Omelia 2016

Gesù parla esplicitamente di peccatori. Il giudicare non è quindi il constatare che un’azione, una parola, un gesto siano, alla luce del Vangelo, evidentemente dei peccati. Oggi non si coglie come sia il peccato la causa di moltissime sofferenze. Si danno risposte sballate e parziali, ma resta comunque il fatto che i peccatori di sempre aspettano Gesù e lo ascoltano volentieri.

La differenza è tra la staticità vecchia dei farisei e la Dinamicità sempre nuova di Dio. Il confronto spirituale, come ricerca statica dell’errore dell’altro, del suo sbaglio è una tentazione sempre presente. Non il vedere l’errore altrui dentro alla Passione Divina per il recupero, per la salvezza, per la Gioia, ma il confronto per poter disprezzare, per “prezzare” l’altro meno di me. Come capire se siamo nel modo di Dio nel guardare il peccatore? Spero o dispero? La Speranza virtù teologale caratteristica divina. Il peccatore, ci svela Gesù, è un “perduto”, ma cercato da Dio con immensa determinazione. Dio è in azione è già in ricerca. Attraverso la preghiera e i sacramenti riceviamo l’ansia di Cristo per la salvezza degli uomini. La determinazione del pastore, della donna di casa che ha perso una moneta preziosa equivalente a un intero giorno di lavoro. Riceviamo la Sua Gioia Divina non solitaria. Rallegratevi con me… ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito … c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.

di Padre Maurizio Botta

Vangelo Lc 15, 1-10
+ Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

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