Venerdì e Sabato della XXXI settimana del Tempo Ordinario

evasione-fiscale-soldiOmelia 2016

Omelia 2017

I brani di Vangelo di oggi e di domani costituiscono un unico discorso sulla ricchezza che è bene non separare.

Gesù invita ad avere scaltrezza e passione per le cose di Dio, almeno pari a quella che gli uomini hanno per quelle della terra. Altrimenti un uomo appassionato di Dio ci sembrerà sempre pazzo nella misura in cui noi siamo troppo mondani.

La ricchezza materiale, i beni, i soldi sono definiti autorevolmente da Cristo disonesta ricchezza. La ricchezza non è mai onesta anche quando è accumulata onestamente. Disonesta perché è falsa, inaffidabile, inconsistente. Gesù denuncia il rischio perenne di farne un idolo (Mammona) un vero e proprio padrone capace di dominarci. Prima di ricevere la Vera Ricchezza (il dono dello Spirito, le promesse di centuplo del Vangelo) occorre essere fedeli nell’uso di questa disonesta ricchezza che tutti noi comunque non possiamo non maneggiare. Come? Usandola per farci amici. Per aiutare quegli uomini e quelle donne che certamente abiteranno le dimore eterne. Gesù rivela che tutto ciò che viene fatto a beneficio dei veri poveri, dei malati, dei sofferenti è fatto a Lui in persona. Questo, dice Gesù, significa essere fedeli a Dio con la ricchezza “falsa”.

di Padre Maurizio Botta

Vangelo Lc 16, 1-8

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Vangelo Lc 16, 9-15

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole»

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