Accordatore (03/12/2017)

Audio omelia

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!

Gesù dice che vegliare è bene per l’uomo, per ogni uomo sulla terra. L’indicazione di non dormire e di vegliare è universalmente valida, benefica da ascoltare per ogni cuore. E l’imperativo è al plurale. Vegliare è insieme non si veglia da soli.

C’è qualcosa di peggio dell’avere un’anima perversa: è avere un’anima di tutti i giorni.

Di un’anima pagana si può fare un’anima cristiana. Ma di quanti sono nulla, i “morti vivi”, che cosa ne faremo?

Dell’anima della vigilia, si può fare l’anima del giorno: ma a chi non ha vigilia, come fargli un’anima del domani?

Che fare? Se uno dopo questa poesia di Péguy dice: “Ho paura! Io non voglio essere così…”, “Io non voglio essere un “morto vivo”, “Io non voglio essere un uomo senza vigilia!” il più sarebbe fatto. Ma chi davanti a queste parole non ha più sussulti, anzi, chi non sussulta più davanti a nulla, beh… Che dire? L’arrivo del Signore sarà sempre improvviso e sgradito. Incombente, imminente. La paura e il timore nella vita dell’uomo sono inevitabili e solo l’Amore può trasfigurare il timore. Il timore di Dio  trasfigurato dall’Amore diventa attesa e desiderio.  La paura può essere travolta dall’attesa e dal desiderio di Gesù. Così dice Don Giussani:

Dalla Vigilanza come senso dell’imminenza, dell’incombenza della Sua Venuta,  alla Vigilanza come attesa e desiderio della Sua Venuta.

Ma cosa significa vegliare? Vegliare non è un sentimento o stato d’animo. Vegliare è un agire, una serie di azioni. Oggi pregando nella Chiesa di Santa Maria dell’Anima ero accompagnato dai suoni emessi da un organo che veniva accordato. L’accordatore con cura e meticolosità verificava che ogni tasto emettesse la nota giusta. Un lavoro paziente e imprescindibile. Subito si è accesa questa luce: vegliare è come accordare.

Vegliare sono tutte quelle azioni necessarie compiute da Dio con il mio consenso per far sì che i miei pensieri, i miei sentimenti, le mie volontà siano accordate precisamente con pensieri, sentimenti e volontà di Gesù. Questo è il senso della vita sacramentale e di preghiera, di devozioni e pellegrinaggi. Penso in particolare alla nota straziante della disperazione per la propria vita, del disgusto per sé stessi che Gesù non ha mai pensando a noi e che Dio solo può accordare con la Sua Potenza.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

About admin