Lunedì dell’XI settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

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15 Giugno 2015


Gesù introducendo le sue parole con “Ma io vi dico…” illustra punto per punto in che senso sia venuto a dare compimento alla Legge antica senza abolirla.  Descrive comandamento per comandamento cosa sia quella perfezione radicale che aveva preannunciato. È un discorso ai discepoli e non alla folla. Non sono quindi parole per tutti. Il malvagio è chiamato malvagio, nel suo discorso non c’è buonismo, né psicologia né sociologia. Cinque versetti dopo dirà loro: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. Da rimanere annichiliti. Una lettura moralistica del Vangelo di oggi è particolarmente odiosa. Descritto in contro luce è il cuore stesso di Cristo. L’unico perfetto Figlio del Padre è Gesù che sta parlando. La novità quindi non è solo nel contenuto dei comandamenti antichi che Gesù porta a piena perfezione, ma anche e soprattutto nella via per noi per poter vivere tutto questo. La perfezione divina è dono di grazia non conquista. Queste parole del Vangelo di oggi le vediamo compiute, anzi incarnate da Gesù nelle ore della Passione e in tutti i suoi santi uniti a Lui. Per capire che cosa Gesù volesse dire con precisione con le parole del Vangelo di oggi basta leggere che cosa fece lui o i suoi martiri quando si trovarono accusati, percossi, umiliati in mezzo ai malvagi. La vicenda di Cristo diventa così la chiave di lettura  della vita dei veri discepoli. Santificati dallo Spirito di Cristo vivono negli avvenimenti della storia la perfezione filiale di Cristo. Così sia per tutti noi.

Vangelo   Mt 5, 38-42
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

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