Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario

Pavimento della sinagoga di Cafarnao in cui Gesù pregò e predico. Foto di Valerio Barbantini, 2017

Spunti per riflettere sul Vangelo di oggi

Il centurione capisce subito che Gesù non è un subalterno. Noi?

La fede di un pagano, la non -fede degli eletti. Ancora oggi accade questo.

La fede che non pretende di esserci, di vedere. Fede nella Potenza senza voler assistere, senza voler essere presente al momento del miracolo. Perchè non c’è bisogno.

La Fede è la Speranza che Dio può. Che Dio è Dio e quindi può.

“Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie” Non è una guarigione indolore, asettica. Senza condivisione, senza prezzo.

Vangelo   Mt 8, 5-17
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
“Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie”.

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