Sacratissimo Cuore di Gesù

Audio Omelie

8 Giugno 2018

12 Giugno 2015


La parola CUORE biblicamente è usata con vari significati. È l’organo della vita fisica. È ciò che di più profondo c’è nell’uomo. È il suo essere interiore, il suo io in opposizione a ciò che è superficiale e apparente. È la sede dei sentimenti. È la sede dei desideri, delle bramosie, dell’orgoglio. È la sede della volontà, delle decisioni, dove l’uomo determina ciò che è e ciò che sarà, sceglie il proprio comportamento, decide le sue azioni, dà senso e orientamento alla propria vita.

Il CUORE di Cristo viene descritto oggi da un aggettivo superlativo ad esso riservato. È sacratissimo. Non c’è cuore più sacro, in esso sono contenuti i sentimenti, i pensieri, le volontà, le decisioni più sacre. La volontà di Cristo è la volontà del Padre. Un abisso di santità. Una vertigine di adesione alla Volontà del Padre che è Volontà eterna e presente e viva. I sentimenti infuocati di Cristo sono i sentimenti incandescenti del Padre e sono stati e sono e saranno pensieri precisi, priorità, scelte e azioni conformi alla Legge, ai Profeti e a quel pieno compimento rivelato dalle parole di Gesù.

Cristo ha la forza di assorbirci in questo Suo Sacratissimo Cuore. Cristo vuole inabissarci nella Sua Volontà. L’opera dei sacramenti è una trasformazione di volontà. L’offerta della nostra per essere sprofondati nella Sua. Negli abissi di volontà sacratissime che si traducono in scelte e azioni sante piene di vita. Cristo vuole tutto di noi, tutta la nostra libertà, per regnare su di noi e renderci integralmente figli come Lui è Figlio.

Vangelo  Mt 11, 25-30
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». 

 

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