Martedì della XV settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

17 Luglio 2018 (Miracoli e conversione)

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Tiro, Sidòne, Sòdoma sono città disprezzate in tutta la parola di Dio per la loro immoralità e perversione, proverbiali per la loro idolatria con tutto ciò che essa comportava: prostituzione sacra, sacrifici umani, anche dei figli e delle figlie.  Ebbene per Gesù queste città biblicamente ultra-colpevoli (questa la percezione immediata per un ebreo nel sentirle pronunciate) hanno commesso una colpa meno grave rispetto a quelle città ebraiche (Corazìn, Betsàida, Cafàrnao) beneficiate da tanti suoi miracoli (letteralmente δυναμεις che significa opere potenti). Capiamo da queste parole la stima che Gesù avesse per i miracoli. Per Gesù i miracoli da lui compiuti sono strumenti evidentemente necessari e potenti a stimolare un ripensamento e un cambiamento di rotta. I miracoli non sono premi usati per sottolineare la bontà di una determinata condotta. Un invito a continuare sulla propria strada. Le opere potenti di Dio non sono lì per sottolineare la santità o condurre a pensieri di orgoglio: Sarò innalzata fino al cielo!. Al contrario i miracoli, i segni di Dio sono dati per condurre alla “puntura del cuore” che nasce dalla constatazione della propria distanza dall’Amore di Dio. Gesù avrebbe voluto che queste città così beneficiate giungessero a una penitenza pubblica vestite di sacco e cosparse di cenere. Lo stesso vale per quelli tra noi che  sanno di essere stati beneficiati in modo evidente dalla potente azione di Dio.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

Vangelo  Mt 11,20-24

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:  «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

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