Venerdì della XIV settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

13 Luglio 2018  – Commento al Salmo 51(50) Miserere

14 Luglio 2017

8 Luglio 2016

10 Luglio 2015


 

Le parole del Vangelo di oggi vanno affiancate ad altre sullo stesso argomento. Guardiamole insieme.

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.

Gesù parla di odio. Afferma di essere stato odiato. L’Amico che da la vita senza nulla chiedere in cambio è odiato. E parlando al futuro preannuncia ai discepoli rimasti con lui sino alla fine,  la stessa sorte. Un’unione intima con lui pregando per i nostri nemici, benedicendo chi ci maledice, amando senza nulla chiedere in cambio, perdonando e chiedendo perdono,  cioè una santità vera, ci inserisce in questo odio misterioso contro Cristo che ci sarà sempre. “Faranno a voi tutto questo a causa del mio nome” In altre parole una santità autentica che ci condurrà a gustare già nel presente il centuplo della Pace e della Gioia di Cristo non ci renderà così amabili, da evitarci questo odio soprannaturale di cui il vero destinatario è sempre il Signore.  La parola di oggi è  quindi una parola-antidoto contro ogni ingenuo irenismo. Ci spinge anche a chiederci sempre se l’odio di cui siamo oggetto è causato dall’unione a Lui o non piuttosto dal fatto che siamo semplicemente autonomamente  odiosi.

Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio

I discepoli rimasti fedeli a Gesù si sentono profetizzare la morte. A uccidere non sono ancora una volta degli atei, ma uomini che credono di compiere con questa uccisione un atto religioso. Quando sentiamo di fratelli e sorelle uccisi per la loro fede da uomini che facendo questo si illudono di compiere un azione di culto gradita a Dio, abbiamo una drammatica conferma della verità eterna delle parole di Gesù. Ma quello che ci colpisce è vedere come per Gesù, più preziosa della vita fisica sia la fede. Nella previsione profetica di  questi avvenimenti drammatici l’interesse principale del Signore è che questi non diventino uno scandalo cioè un ostacolo al credere dei suoi discepoli.

Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!

Diciamo che questa verità  valida per ogni discepolo singolarmente e per la Chiesa universale ogni anno della storia della salvezza non è molto commentata. Vorremo Gesù ci dicesse altro. Tipo: “Con me tutti vi ameranno!” oppure  “Se sarete santi sarete belli e se sarete belli ogni cuore vi amerà!” o ancora  “Se sarete misericordiosi come il Padre vostro che è nei cieli vivrete senza tribolazioni…” Queste frasi ci piacerebbero molto di più. E poi Gesù, scusa se te lo dico, ma che brutta espressione quel “Io ho vinto il mondo!”. Sei divisivo, aggressivo.  Non c’era nulla da vincere. Il mondo è stupendo e con l’amore e la misericordia non c’è bisogno di vincerlo, ma te lo devo ricordare io Gesù come deve essere il vero Gesù?  Visto che i “mondani” Gesù non lo possono contraddire, possono dimenticare le sue parole e aggredire sempre simpaticamente e ironicamente e per scherzo quelli che le ricordano agli altri. Sorridenti, ma con il veleno che stilla dalle labbra.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo   Mt 10, 16-23
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.  Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
 

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