Martedì della XIX settimana del Tempo Ordinario

Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli? Dietro questa domanda dei suoi discepoli Gesù coglie  un modo di valutare grandezza e piccolezza che lui non approva. Conosciamo della tendenza del mondo antico a disprezzare i bambini, ma oggi nel mondo Occidentale siamo sicuri che sia meglio? Quando i bambini vengono ridotti a cuccioli dei desideri dei grandi che cosa resta della loro grandezza? Della loro serietà? Nella misura in cui Dio diventa Re e Signore nella vita di un uomo questi ritorna ad avere l’abbandono, la semplicità, la spontaneità di un bambino. Come si esprime la tendenza dei bambini a fidarsi spontaneamente dell’adulto? Pensiamo al rapporto tra i bambini e la parola. Prima di parlare mangiano milioni di parole della mamma, del papà, dei nonni, dei fratellini e delle sorelle, degli zii. La loro fiducia negli adulti si manifesta nel divorare le parole. Ritornare bambini nel rapporto con la Parola di Dio, significa divorarla, senza parlar noi, per un lungo periodo. Cambiar modo di pensare e ritornare bambini sotto l’azione dello Spirito Santo, non vuol dire quindi fare i bambini. Perché i bambini non sono mai infantili, lo diventano, a volte, quando sono corrotti dalle troppe moine dei grandi. Tutti i santi si sono convertiti. Sono diventati bambini in questa dipendenza radicale alla Parola di Dio.

Vangelo Mt 18,1-5.10.12-14

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

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