Sabato della XXIII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

16 Settembre 2017


Vi propongo alcuni passi luminosi di grandi autori spirituali che ci permettono di approfondire il Vangelo di oggi che ci parla di fondamento roccioso e di frutti buoni.

Verifica dell’autenticità della nostra vita spirituale sono i frutti che produce con il passare degli anni. Ce lo spiega bene il padre Jean- Pierre de Caussade in un passaggio di una sua lettera.

Ogni orazione che produce la riforma del cuore, la correzione dei costumi, la fuga da ogni vizio, la pratica delle virtù evangeliche e dei doveri del suo stato è una buona ora­zione. Invece, ogni orazione che non dà i suoi frutti… è un cattivo albero e una falsa orazione, anche se fosse accompagnata da rapimenti, estasi e miracoli.

Jean-Pierre de Caussade,  Lettera 87

Scavare molto per costruire sulla roccia. La roccia del legno della mangiatoia, ci dice monsignor Charles Gay è meglio per noi della roccia del calvario.

L’aspra roccia del calvario offre ancora una qualche pastura alla vanità: per spoglia che sia, si tratta pur sempre di una montagna. Dinanzi alla mangiatoia, invece, tutto ciò che appartiene all’uomo vecchio non può far altro che morire d’inedia. Torchiate ora quel mistero benedetto di Betlemme, spremete l frutto della santa infanzia spirituale: quello che ne uscirà non è altro che l’abbandono.

Charles Gay (1818-1892) Della vita e delle virtù cristiane, II, “Dell’abbandono”

Il frutto dell’Acqua Viva che zampilla dalla roccia, il frutto che sgorga dal fondamento roccioso dopo aver molto scavato si trova nella fedele pratica dei propri doveri di stato.

Un’anima arriva alla divina sorgente d’acqua viva solo per la fedele pratica del suo stato e condizione, questo soprannaturalizza tutto in lei e rende tutto quel che fa come un’acqua che scorre dalla roccia. L’anima non può comprendere come una vita così sterile di fervori e priva di grandi azioni, e con una durezza che somiglia all’insensibilità della roccia, può dare un’acqua così chiara e cristallina. Tuttavia, … chi non è in questo modo nutre segretamente la propria volontà, la sufficienza, l’orgoglio, e così poco a poco inaridisce la grazia, sebbene sembri che egli sia animato da fervore e zelo. Al contrario, la morte causata e operata dal mistero nascosto della nostra condizione, soffocandoci crudelmente e senza pietà, con la perdita di tutto ciò che vogliamo e desideriamo, ci insinua la grazia e ci fa partecipi di una segreta vita divina che l’anima non può mai scoprire in lei, perché Dio per sua bontà sospende sempre la luce affinché la morte e la croce crudeli facciano meglio ciò che Dio desidera.

Jacques Bertot (1620-1681), Lettera a M.me Guyon, (ed. D. Tronc, Lettera 23)

di Padre Murizio Botta C.O.


Vangelo   Lc 6, 43-49

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».


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