Santi Angeli Custodi (02/10/2018)

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2 Ottobre 2018

2 Ottobre 2017


LA DEVOZIONE DI FRANCESCO DI ASSISI AGLI ANGELI.
COSA FACEVA PER AMORE Dl SAN MICHELE.
785   197. Venerava col più grande affetto gli angeli, che sono con noi sul campo di battaglia e con noi camminano in mezzo all’ombra della morte. Dobbiamo venerare, diceva questi compagni che ci seguono ovunque e allo stesso modo invocarli come custodi. Insegnava che non si deve offendere il loro sguardo, né osare alla loro presenza ciò che non si farebbe davanti agli uomini. E proprio perché in coro si salmeggia davanti agli angeli, voleva che tutti quelli che potevano si radunassero nell’oratorio e lì salmeggiassero con devozione.
Ripeteva spesso che si deve onorare in modo più solenne il beato Michele, perché ha il compito di presentare le anime a Dio. Perciò ad onore di san Michele, tra la festa dell’Assunzione e la sua, digiunava con la massima devozione per quaranta giorni. E diceva: «Ciascuno ad onore di così glorioso principe dovrebbe offrire a Dio un omaggio di lode o qualche altro dono particolare».

Fonti Francescane CAPITOLO CXLIX  Vita seconda. Tommaso da Celano


È vero: nell’anno liturgico sono poche le feste degli angeli, ma ciò non è a scapito della nostra intimità con loro. Anzi, la festa degli Angeli Custodi è, fra le feste dell’anno liturgico, la più intima e dolce. Infatti in questa festa noi ringraziamo Dio di essere stato così generoso di aver dato a ciascuno un compagno celeste quaggiù, ma anche ciascuno di noi festeggia il suo angelo. E nulla c’è di più segreto e di più intimo di questa festa in due, perché nulla c’è di più intimo e segreto dell’unione che lega per sempre ciascuno di noi al suo angelo. Una madre può avere più figli, il mio angelo è tutto per me; una sposa può perder lo sposo, ma nessuno potrà mai strappare l’angelo mio da me se io rimango fedele. Dio ci ha dato l’un l’altro per sempre. Del resto se le feste degli angeli nell’anno liturgico son poche non è senza motivo. Gli Angeli nell’ordine naturale son certo superiori all’uomo, ma l’uomo nell’ordine di grazia è anche maggiore di loro.

da Il Mistero Cristiano nell’anno liturgico  di Don Divo Barsotti

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