Martedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

16 Ottobre 2018

17 Ottobre 2017

13 Ottobre 2015


Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria…

A questi farisei che invocano una scrupolosa osservanza esteriore, Gesù svela l’interno del loro cuore. Gesù è interessato a quello che è segreto, a quanto è invisibile agli altri a quanto solo noi conosciamo e cerchiamo di non far vedere fuori. Detesta la nostra tendenza a mostrarci puliti e splendenti, a mostrarci giusti e a sgomitare per essere riconosciuti come gente onesta e perbene. Tutti preoccupati della dignità mondana di quello che il mondo pensa di noi.

Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?

Dio creatore di ciò che è visibile è anche Creatore di quanto è dentro invisibile e intangibile. Dio vede e conosce questo nostro interno, il mistero di tutto ciò che sta dentro a noi: pensieri, sentimenti, volontà, intelligenza, scelte…

Date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo

Cosa significa dare in elemosina l’interno? È un immagine straordinaria. Quello che c’è dentro a noi è ai nostri occhi realtà così meschina, da apparire un’elemosina, non una nobile offerta. Il nostro interno è pieno di rapina e di iniquità, esporre questo interno fragile e malato allo Sguardo di Dio, non sfuggire questo sguardo infiammato. Scegliere lo sguardo: o quello degli uomini o quello di Dio. Non si può giocare. Preoccupati di una visibilità esterna, veneriamo e adoriamo di più la creatura e il suo sguardo, rispetto allo Sguardo del Creatore che vede dentro dove solo noi possiamo vedere. Venerare e adorare la creatura al posto del Creatore, che è benedetto nei secoli. Questa la radice del male, della rapina e dell’iniquità che sta dentro di noi.  Se noi offriamo a Dio le nostre miserie invisibili, o meglio visibili solo a noi, Lui guardandoci ci purifica e ci rende capaci di avere un rapporto giusto e puro con le cose visibili. Una profonda regola spirituale che presuppone e afferma l’unità dell’uomo, ma dove l’interno ha un posto di eccellenza. Essere veri con sé stessi e con Dio. E offrire volontariamente e dolorosamente a Lui ciò che vogliamo nascondere a tutti

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo   Lc 11, 37-41

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».


Alcuni testi meravigliosi su questa miseria interiore da dare in elemosina a Dio per essere puri. Buona lettura!

Così io voglio che tu faccia: non rallentare mai il desiderio di chiedere il mio aiuto; non abbassare la voce nel chiedermi che io faccia misericordia al mondo; non desistere dal bussare alla porta della mia Verità, seguendo le sue orme; dilettati in  croce con Lui, mangiando il “cibo delle anime” per lode e gloria del mio Nome. E poi, con ansietà di cuore, muggirai sopra quel morto che è il genere umano, che tu vedi condotto a tanta miseria, che la lingua non sarebbe sufficiente a narrarlo. È con questo grido che io voglio fare misericordia al mondo! Ciò è quanto richiedo dai miei servi, e questo sarà di segno che in verità mi amano. Né io sarò dispregiatore dei loro desideri, come ti ho detto.

Santa Caterina da Siena – Il Dialogo della Divina Provvidenza– Edizioni Cantagalli  Cap. 107 pag. 218

Mi sembra che tutte i nostri atteggiamenti infantili provengono da un unico difetto che è questo: dimentichiamo la lezione dei santi che ci avvertono che ogni giorno dobbiamo ricominciare il nostro cammino o perfezione;  e se pensiamo bene a questo, non saremo mai stupiti di riscontrare in noi della miseria, né di quello che c´è da togliere. Non è mai cosa fatta, bisogna sempre ricominciare volentieri.

San Francesco di Sales Lettera a  Giovanna di Chantal, 12 marzo 1615 (XVI, p. 312)

Vada semplicemente e con fiducia. In questo mondo per lei non ci sia che lei stessa e Dio; tutto il resto non deve riguardarla affatto se non nella misura in cui Dio glielo comanda e come glielo comanda. La prego non guardi tanto di qui e di lì, mantenga il suo sguardo raccolto in Dio e in lei stessa. Non vedrà mai Dio senza bontà né lei senza miseria e la sua miseria oggetto della sua bontà e misericordia. Non guardi dunque altro al di fuori di questo, intendo con uno sguardo fisso, saldo, particolare e tutto il resto di sfuggita. Pertanto, non spulci quello che fanno gli altri né ciò che ne sarà di loro, ma li guardi con occhio semplice, buono, dolce e affezionato*. Non pretenda in essi più perfezione di quanto non ce ne sia in lei e non si stupisca della diversità di imperfezioni, perché l’imperfezione non è più imperfezione quando è strana e stravagante.

San Francesco di Sales Lettera a suor di Sulfour, 16 gennaio 1603 (XII, p. 168)

 

 


Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

About admin