Mercoledì della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

10 Ottobre 2018

11 Ottobre 2017


Cari bambini un’altra domanda che mi sono sentito fare tantissime volte è questa: «Ma quando prego che cosa devo chiedere? Che cosa devo dire?». Per rispondervi, bambini, vi chiedo di guardare l’immagine qui sotto in cui vediamo Gesù che sta pregando il Padre. Sono parole d’amore, misteriose. Nel disegno vediamo a sinistra i discepoli che guardano questa scena. Chi conosce il Vangelo sa quello che è avvenuto subito dopo. I discepoli, commossi, stupiti, emozionati da quello che avevano visto con i loro occhi – la preghiera di Gesù al Padre suo – chiedono: «Gesù, insegnaci a pregare». Bambini questa domanda è importantissima. E importantissima è la risposta che diede Gesù. Gesù non disse: «Non vi devo insegnare nulla. Cercate dentro di voi. La preghiera sgorgherà dal vostro cuore». Gesù non disse che noi da soli sappiamo già le parole giuste da rivolgere a Dio. Gesù rispose e disse: «Quando pregate, dite…». “Dite” è un imperativo. È il verbo che si usa per dare un comando d’amore. E dopo questo imperativo, Gesù insegnò il Padre nostro. Capite perché allora durante la Santa Messa il sacerdote, prima di invitarci a pregare il Padre nostro, dice così: «Obbedienti alla Parola del Signore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire…». Il Padre nostro è la preghiera più profonda, più grande, più bella che esista su tutta la terra. Non ci sarà mai una preghiera migliore, non ci sarà mai una preghiera che arrivi più direttamente al cuore del Padre. Nel Padre nostro è contenuto in piccolo tutto il Vangelo. Le cose più importanti di tutto il Vangelo sono racchiuse dentro questa preghiera. Non è una formuletta, sono le parole giuste per pregare il Padre. Sono le parole giuste per desiderare e volere le cose giuste, sono le parole giuste per non dimenticarci nessuna cosa importante quando preghiamo. È per questo motivo, cari bambini, che il Padre nostro deve essere spiegato parola per parola. Noi possiamo chiamare Dio Padre perché con il Battesimo siamo stati uniti al Figlio come tralci di un’unica vite. In noi prega lo Spirito di Gesù che grida: «Abba», “Padre mio”. Questo Padre è «nostro», non è solo mio. E, quindi, quando prego, accanto a me ci sono tutti coloro che fanno parte di questo unico corpo di Cristo. L’espressione «che sei nei cieli» non ci dice che Dio è lontanissimo, ma ci ricorda invece che è più grande di noi, ci ricorda la sua maestà. Quando diciamo: «Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno», chiediamo allo Spirito Santo di farci volere le stesse cose che voleva Gesù, di farci pensare le stesse cose che pensava Gesù, di farci desiderare le stesse cose che desiderava Gesù, perché la volontà di Gesù è quella del Padre e i desideri di Gesù sono quelli del Padre. Il pane quotidiano è sicuramente quello di cui abbiamo bisogno ogni giorno per vivere ed è giusto ricordare che alcuni bambini non hanno tutto questo e che noi dobbiamo fare di tutto per aiutarli. Ma il pane quotidiano è soprattutto quel pane del cielo che solo Dio può donarci e che ci dà la vita eterna di Dio che non possiamo darci da soli.  «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori» ci ricorda che l’unico muro di gomma che noi possiamo opporre al perdono smisurato di Dio, alla misericordia di Dio, è quello di non perdonare i nostri fratelli che ci chiedono perdono. «Non ci indurre in tentazione» e «Liberaci dal male» sono richieste che ci ricordano che è il Padre a sostenerci nelle prove e a liberarci dal malvagio. Le tentazioni e il tentatore ci sono (ne parleremo più avanti), ma Gesù Cristo è infinitamente più forte. Li ha vinti e continua a vincerli. Noi, stringendoci nella preghiera a Gesù, uniti a lui vinciamo e non abbiamo nulla da temere.

tratto da Le domande grandi dei bambini (Volume 2) pag. 14-17

Vangelo   Lc 11, 1-4
Dal vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

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