Mercoledì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

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L’immagine “sepolcri imbiancati”, usata dall’evangelista Matteo parla da sola e non ha bisogno di commenti. Gesù condanna un’apparenza fittizia di persona religiosissima e corretta, il cui interno è la negazione totale di quello che vuol fare apparire all’esterno.

Luca parla invece di “sepolcri nascosti”: “Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo”. Chi calpestava o toccava un sepolcro diventava impuro, anche quando il sepolcro era nascosto sotto terra. L’immagine è quindi ancora più forte: fuori il fariseo di tutti i tempi sembra giusto e buono, ma questo aspetto è un inganno, perché dentro c’è un sepolcro nascosto che, senza che la gente se ne renda conto, sparge un veleno che uccide, comunica una mentalità che allontana da Dio, suggerisce una comprensione errata della Buona Notizia del Regno. Un’ideologia religiosa che fa di Dio un idolo morto.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo Lc 11,42-46
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

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