Venerdì della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

12 Ottobre 2018

13 Ottobre 2017


Gesù non solo da per scontata l’esistenza dei demoni, ma ne delinea addirittura una gerarchia interna in cui c’è un Capo, Satana, il Demonio, Beelzebul a cui tutti sono sottomessi. Questa, se vogliamo essere leali, è la prima difficoltà anche nella Chiesa, perché oggi non è da persone educate o intelligenti parlare di Demonio e di demoni. Tra persone “mature” ed “equilibrate” demonio e demoni rappresenterebbero il retaggio di superstizioni medioevali (dove naturalmente l’aggettivo medioevale è inesorabilmente negativo…) si deve obbligatoriamente parlare sempre e solo di psicosi, di proiezioni al seguito di traumi infantili, di questioni psicologiche irrisolte, ma di demonio… non scherziamo! Invece Gesù da per scontata l’esistenza di questo nemico forte e lo descrive oggi anche come ostinato e ripetitivo nei suoi assalti. Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima. L’unico motivo per cui non temere Satana è che Cristo è molto più forte di lui e il Demonio non può resistere alla Sua Signoria. Una delle manifestazioni potenti del Regno di Dio è proprio questa Signoria Assoluta di Cristo sul Demonio.

Diceva argutamente C.S. Lewis nell’introduzione a “Le lettere di Berlicche”:
Vi sono due errori uguali e opposti nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei diavoli. Uno è di non credere alla loro esistenza. L’altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I diavoli sono contenti d’ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo   Lc 11, 15-26
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».


Alcuni brevissimi testi di grandi santi e autori spirituali su Satana, colui che oggi nel Vangelo Gesù ha definito  Beelzebul capo dei demoni.

Dio vuole salvarti più di quanto il nemico vuole perderti.

Lorenzo Scupoli (1530-1610), Combattimento spirituale, 16

Io non comprendo questi timori che ci fanno dire: il demonio, il demonio; quando noi possiamo dire: Dio, Dio e fare così tremare il nostro nemico!

Santa Teresa d’Avila (1515-1582), Vita, cap. 25

 Per quanto Satana spinga, egli rovescia tuttavia solo quelli che non gli resistono e che consentono ai suoi sforzi.

Giovanni Bona (1609-1674), Il Discernimento degli spiriti, cap. IV

 Il diavolo va ovunque attorno al nostro spirito, cacciando il naso e scompigliando dappertutto, per vedere se può trovare qualche porta aperta: è buon segno che egli faccia tanto rumore e tempesta attorno alla volontà, è segno che non è dentro.

San Francesco di Sales (1572-1622), Lettera del 18 febbraio 1605

 Lasciate alla porta il nemico che s’infuria; che urti, che batta, che gridi, che urli e faccia il peggio che potrà: noi siamo certi che egli potrebbe entrare nella nostra anima solo attraverso la porta del nostro consenso. Teniamola ben chiusa e di tutto il resto non ci curiamo, perché non c’è nulla da temere.

San Francesco di Sales (1572-1622), Lettera d’aprile 1605

 Stare davanti a Dio con un semplice sguardo, in attenzione amorosa, come un umile mendicante davanti al suo Signore, è l’orazione più facile ma anche la più sicura, perché libera dalle operazioni dell’immaginazione, sempre soggetta agli inganni del demonio.

Miguel de Molinos (1628-1696), Guida spirituale, I, 2

 L’anima unita a Dio, è temuta dal demonio quanto Dio stesso.

San Giovanni della Croce (1542-1591), Sentenze 6, 4

 Il demonio è molto geloso dell’uomo che prega e usa tutti gli artifici per fargli mancare il suo scopo. Così non cessa di ravvivare con la memoria il pensiero delle cose e di risvegliare attraverso la carne, tutte le passioni, al fine d’impedire la sua corsa così bella e il suo esodo verso Dio.

Evagrio (346?-399), Trattato dell’Orazione, 47

 Le luci del demonio ci nascondono i nostri difetti, per quanto grossolani siano. Abbagliandoci e trastullandoci con le loro false luci ci portano presto o tardi alla vanità, alla compiacenza di noi stessi, ma le luci di Dio scoprendoci le sue grandezze ci fanno vedere la nostra bassezza, per fondarci nella più solida umiltà

Claudio Martin (1619-1696), Conferenza ascetica XI

 

 

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