Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

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Come il lievito è capace di far gonfiare la massa della pasta, così l’ipocrisia dei farisei è paragonata al lievito. Permea e gonfia ogni loro azione, ogni loro pensiero. È  descritta da Cristo come la loro abitudine a far credere una cosa pubblicamente davanti agli altri, ma con nel cuore nascosta un’intenzione segreta, al massimo sussurrata in stanze interne. Gesù li mette in guardia dicendo: Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti. Ancora una volta è ribadita da Gesù l’importanza centrale di ciò che sta dentro a noi, del fatto che ci sia unità dell’interno con l’esterno, tra il pubblico e il privato. Il demonio, ci ricordano grandi padri del deserto, è amico di questa ipocrisia, di questa segretezza.

Se dei cattivi pensieri ti tormentano, non nasconderli, ma dilli immediatamente al tuo padre spirituale; più si nascondono i propri pensieri, più essi si moltiplicano e prendono vigore. Come un serpente, uscito dalla sua tana fugge all’istante, così il cattivo pensiero, non appena manifestato, si dissolve.

Paolo Evergetinos († 1054), Sinagoga I, cap. 20

È il segno, universale e evidente, che un pensiero è del demonio, quando ci vergogniamo di svelarlo al nostro anziano.

Giovanni Cassiano, De coenob. Insitutis, 4, 9

Dimmi, Padre, chi devo interrogare a proposito dei miei pensieri? – Occorre interrogare colui nel quale hai fede e che sai capace di portare i pensieri;  in lui devi credere come in Dio.

San Barsanufio, Lettera 885

 

Vangelo Lc 12,1-7

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

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