Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

astenersi-perditempoAudio Omelie

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Gesù ebbe anche successo. La predicazione, i miracoli, le guarigioni suscitarono un entusiasmo che non solo Gesù non cavalcò, ma che addirittura gelò. Nel brano di Vangelo di oggi ciò che stimola Gesù a voltarsi e a mettere le cose in chiaro è proprio il fatto che molta gente andava con lui. Le parole di Gesù frantumano in modo assoluto l’illusione di un discepolato a buon mercato, di una Gioia a buon mercato, di una sequela entusiastica. Un chiarimento senza peli sulla lingua: astenersi perditempo! Disinneschiamo la solita preoccupazione: qui non si parla di salvezza, ma di sequela, di elezione, di discepolato, di Regno dei Cieli. È a questo proposito che Gesù dichiara l’importanza del calcolo. Sapendo quello che è necessario per l’impresa esplicita quello che l’impresa comporta. Sono parole che ancora una volta valorizzano lo spazio della libertà, di una scelta ponderata, progressiva. Il calcolo richiede tempo, mesi.

Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Questo il prezzo, usando una espressione un po’ rude, del Regno dei Cieli. Il prezzo della Sua Pace e della Sua Gioia, del centuplo già qui su questa terra.

di Padre Maurizio Botta

Vangelo Lc 14, 25-33
+ Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

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