Mercoledì della III settimana di Quaresima

Audio Omelie

22 Marzo 2017

11 Marzo 2015


 

Non si può fare frutto agli occhi del Padre disprezzando l’Antico Testamento. Gesù ci invita alla venerazione dei Dieci Comandamenti e delle parole dei Profeti. Riconosce che sono parole in attesa di un compimento che Lui è venuto a portare, ma ogni abolizione (o ignoranza) di queste parole sante ci rende sterili. È diffusissima una certa immaturità esegetica che inventa un Gesù su misura assolutizzando certe parole e dimenticandone altre come quelle di oggi. Assolutizzando, a mo’ di esempio, nel passo dell’adultera frasi come: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra…” oppure “Vai nemmeno io ti condanno…” alcuni cristiani dimenticano le ultime parole di Gesù che eternano la condanna dell’adulterio “Va e d’ora in poi non peccare più…”. La novità di Cristo è in una radicalizzazione dei dieci comandamenti e nel Dono dello Spirito Santo per vivere un Amore dell’Altro Mondo in questo mondo: “Amatevi come io vi ho amati”.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo Mt 5, 17-19
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

 

 

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