Giovedì fra l’Ottava di Pasqua

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La Sapienza ha aperto la bocca dei muti e ha sciolto la lingua dei bambini. Queste parole dell’Antifona di ingresso della Messa di oggi sono tratte dal libro della Sapienza. Anche questa parola dell’Antico Testamento parla di Cristo, anche questa parola sta compiendosi, sta giungendo a pienezza. Lo possiamo dire con sicurezza dopo aver ascoltato, ancora una volta questa mattina Gesù dire: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Questo versetto del Vangelo manifesta la profonda continuità che c’è tra Antico e Nuovo Testamento. Gesù è così inserito nella Storia del suo Popolo da usare la tradizionale divisione ebraica dei libri della Bibbia: Torah, Neviim (Profeti) Ketubim (Scritti). Dopo la Sua Morte e Risurrezione, Cristo continua, allora, ad aprire la bocca a gente muta, rende i bambini capace di parlare. Lo Spirito Santo di Cristo, la Vita stessa di Dio, rende capaci di parlare noi uomini e donne muti. L’azione dello Spirito di Cristo, lo Spirito del Risorto, ci fa tornare bambini, ci conduce ad abbandonarci alla Volontà del Padre come bambini. Quando un cammino spirituale è autentico l’impressione è proprio quella di essere bimbi indifesi in un mondo di lupi, ma è altrettanto forte l’esperienza di essere resi capaci di parlare dalla Forza di Dio. Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.   Luca 21,12-15

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

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