Martedi dell’XI settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

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Abbiamo pregato e alla fine è stata liberata!


Continuando la riflessione iniziata ieri, vediamo oggi come il comandamento antico dell’amore per il prossimo sia portato a compimento da Gesù radicalizzandone la richiesta. Gesù estende il comandamento anche ai nemici. Come dicevamo ieri, anziché elucubrare in modo autonomo su cosa voglia dire amare i nostri nemici, guardiamo in Gesù l’amore per i nemici realizzato. Una delle ultime parole di Gesù in croce è proprio per loro: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Gesù non si sforza autonomamente di produrre sentimenti buoni nei confronti dei nemici, prega il Padre per i suoi persecutori. Gesù rimette tutto nelle mani del Padre pregando. È significativo come Stefano nel momento del martirio, unito a Cristo, formulerà la stessa preghiera. Così fanno tutti i santi. Non cercano autonomamente di analizzare il problema, di trovare ragioni per il comportamento dei loro nemici, non cercano di scusarli, non intavolano un estremo tentativo di dialogo. Pregano. Chiedono che il Padre li perdoni, perché quello che stanno facendo è un male di cui semplicemente sono ignoranti. I santi non rinunciano a chiamare i persecutori malvagi, si limitano ad obbedire a Cristo che chiede di pregare per loro. Chiedo a tutti voi che leggete questo pensiero quotidiano di pregare veramente oggi una decina (2/3 minuti)  del Rosario per la nostra sorella Asia Bibi, per suo marito, i suoi figli e per i suoi persecutori. (https://it.wikipedia.org/wiki/Asia_Bibi  www.avvenire.it/Mondo/Pagine/asia-bibi-in-condizioni-critiche.aspx )

Vangelo   Mt 5, 43-48
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

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