Sabato della XIX settimana del Tempo Ordinario

Marco descrive con queste parole lo stesso episodio raccontatoci oggi da Matteo.

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

In che senso questi bambini stanno accogliendo il Regno di Dio? Cosa stanno facendo?  Non è una accoglienza intellettuale eppure è un’accoglienza ragionevole. Spieghiamoci meglio. Vengono condotti dai loro genitori e poi rispondono sì all’attrazione che Gesù esercita si di loro. Si lasciano abbracciare, si lasciano mettere la mano sul capo, si lasciano benedire.

Prima cosa che ci dice il Vangelo: accogliere il Regno vuol dire accogliere la persona di Gesù.

Seconda cosa: occorre farlo come lo fa un bambino.

Quindi? Guardiamo all’esperienza. Il bambino prende il Bene che gli viene dato, il bambino accoglie l’Amore. In che cosa si differenzia dall’adulto? L’adulto vuole vincere, vuole meritare, vuole sedurre, vuole possedere la realtà. Il bambino è felice di essere amato, riceve gioiosamente le attenzioni. Il bambino è istintivamente ragionevole quando si fida dell’adulto, è un esperto nell’arte del lasciarsi amare. Il bambino si lascia abbracciare, ed è evidente la gravità immensa di tradire questa fiducia e non penso solo alla pedofilia, anche se essa è la più odiosa forma di tradimento di questa fiducia e come tale dovrà essere sempre duramente punita anche dallo stato. Il bambino si lascia benedire e mettere le mani sul capo ovvero si lascia proteggere, il bambino vive il Bene del momento presente, il bambino non pianifica, non programma. La richiesta di Gesù  non è quella di fare i bambini, ma di accogliere la Presenza di Cristo come un bambino. Lasciarsi prendere tra le braccia, lasciarsi benedire, lasciarsi imporre le mani da Lui.

La conversione nell’uomo adulto, è un percorso faticoso, di ascesi, in salita. È evidente la fatica di lasciarci abbracciare da Cristo, di chiedere benedizione, di chiedere protezione, di chiedere la Sua Mano sul nostro capo. Spontaneo, sovente, è il fremere chiedendosi di continuo: “Che cosa devo fare, che cosa devo fare…”.

Pensare, ma pensare male con un atteggiamento possessivo di volontà di dominio sulla realtà, anziché come prima cosa arrenderci e farci Amare. Anziché  cercare di colmare questo insopprimibile desiderio di protezione in modi che ci spingono nelle braccia del Male.


Vangelo Mt 19,13-15

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

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