Venerdì della XIX settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

17 Agosto 2018


Dicesi eunuco l’uomo privo di facoltà virili o per difetto organico o in seguito a evirazione. Gli eunuchi erano in origine i camerieri dei principi orientali. Con tale funzione sono ricordati anche nella Bibbia, dove non è fatta però allusione a minorazioni fisiche.  Si dà il nome di eunuchismo al quadro clinico di ipogenitalismo che compare nei soggetti castrati in età prepubere, o come conseguenza di un’agenesia dei testicoli.       L’ eunucoidismo è invece una sindrome clinica determinata da deficiente attività endocrina delle ghiandole sessuali, sia nell’uomo sia nella donna, e con inizio anteriore alla pubertà. (fonte Enciclopedia Treccani)

Al di là di chi fosse clinicamente o socialmente l’eunuco, nel discorso di Gesù la caratteristica centrale è quella  di uomo incapace di matrimonio. Rispetto all’indissolubilità assoluta presentata da Gesù come volontà originaria di Dio i suoi discepoli restano sconcertati. Sgomenti. Volontà di Dio è il matrimonio monogamico e indissolubile. L’indissolubilità nel matrimonio è invenzione storica di Gesù. Non c’era nel mondo pagano, non c’era così stringente nel mondo ebraico.  Sono così costernati, misurando in loro stessi e nel mondo intorno a loro l’ incapacità a vivere qualcosa di così radicale, da prorompere in quella esclamazione che dovremmo tutti conoscere a memoria: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». È a questo punto che Gesù senza paura di non essere capito da tutti, delinea i soli casi in cui il matrimonio è veramente impossibile. Le eccezioni potremmo dire rispetto a una vocazione così intimamente iscritta nella natura umana. Uomini incapaci di sposarsi fin dalla nascita. Uomini resi incapaci di matrimonio da altri uomini. Uomini che rinunciano al matrimonio per il Regno dei Cieli. Se la prima e l’ultima categoria di eunuchi sembrano chiare, ci si potrebbe chiedere chi sono gli uomini fatti eunuchi dagli altri uomini. C’è chi pensa fisicamente ai castrati. Sicuramente. Ma quanti uomini e donne per traumi, violenze sessuali, ferite psicologiche ripetute subite per anni sono stati resi incapaci di sposarsi o di vivere un matrimonio? Forse a questa categoria sarebbero da aggiungere gli uomini e le donne rovinati dalla violenza di una cultura sessuomaniaca  che da almeno quarant’anni separando il sesso dal dono meraviglioso della trasmissione della vita ha distrutto nella mente di tante persone semplici il valore immenso del rapporto sponsale tra uomo e donna.

 

Vangelo  Mt 19,3-12

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».  Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».  Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».  Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».  Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

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