Venerdì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

7 Luglio 2017


«Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?»

Ma ci sono ancora farisei? Uomini religiosissimi, temuti, quasi ammirati?

Oggi forse non dilagano i peccatori atei pratici farisaici?

Non è diffusa l’insofferenza del malato che urla di essere sano?  “Io sono sano, io sono sano, io sono sano…io non ho bisogno della misericordia di nessuno! Io non sono malato. Io non sono malato. Io non sono malato! Non so che farmene della misericordia di Dio.”

Anzi non dilaga l’indifferenza?

Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Io sono venuto a chiamare chi si riconosce peccatore in verità, dice Gesù.

Quando oggi la tendenza è nel dire che non c’è nessun peccato.

Quando oggi la tendenza è dire che se c’è peccato i peccatori sono sempre di più gli altri.

Quando oggi la tendenza è affaticarsi a dimostrare che io sono, comunque, più giusto degli altri.

Chi sono coloro che oggi sono riconosciuti pubblicamente e immediatamente come i peccatori, mentre noi naturalmente non lo siamo? Chi è Matteo oggi? Chi sono gli uomoni considerati schifosi, viscidi, abbietti?

I politici. Tutti si sentono naturalmente migliori di qualsiasi politico.

Io non voglio essere fuori dalla misericordia di Dio. Dal bisogno di cure. Voglio gridare la mia malattia. Mi identifico in un passaggio come questo:

“Ti meraviglieresti di sapere quanti criminali onesti ci sono qua dentro. Sono colpevoli e peccatori e lo ammettono, un atteggiamento migliore di quello della gente là fuori che è colpevole e pensa di essere innocente. Siamo tutti criminali nel cuore, persino quelli di noi che sono innocenti, tecnicamente parlando.”  da Il Nemico di Michael O’Brien pag.521

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

 

Vangelo   Mt 9, 9-13
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».  Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

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