Il ballo dell’obbedienza (Madeleine Delbrel)

madeleine-delbrel

Costanza Miriano  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa poesia  di Madeleine Delbrel. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Non c’è molto da commentare. Vorrei che questa poesia fosse il mio manifesto di vita. La gioia di credere e Noi delle strade sono  due libri preziosissimi, l’eredità perfetta di una donna che vivendo da mistica tra gli operai delle fabbriche francesi ha però fuggito i due pericoli opposti: il pelagianesimo senza Dio, e la gnosi senza carne.”

Antologia completa.


Il ballo dell’obbedienza

Signore, vieni ad invitarci.

Siamo pronti a danzarti questa corsa che dobbiamo fare,

questi conti, il pranzo da preparare,

questa veglia in cui avremo sonno.

Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro,

quella del caldo, e quella del freddo, più tardi.

Se certe melodie sono spesso in minore, non ti diremo che sono tristi;

Se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo che sono logoranti.

E se qualcuno per strada ci urta, gli sorrideremo: anche questo è danza.

Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno avviato fra te e noi,

il ballo della nostra obbedienza.

Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni:

in essa, quel che tu permetti dà suoni strani

nella serenità di quel che tu vuoi.

Insegnaci a indossare ogni giorno la nostra condizione umana

come un vestito da ballo, che ci farà amare di te tutti i particolari.

Come indispensabili gioielli.

Facci vivere la nostra vita,

non come un giuoco di scacchi dove tutto è calcolato,

non come una partita dove tutto è difficile,

non come un teorema che ci rompa il capo,

ma come una festa senza fine dove il tuo incontro si rinnovella,

come un ballo, come una danza,

fra le braccia della tua grazia,

nella musica che riempie l’universo d’amore.

Signore, vieni ad invitarci.

 

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