Dicevi un tempo di conoscere solo il tuo Catullo … (Catullo, carme 70)

catullo_003Costanza Miriano  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” il carme 70 di Catullo. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Ecco, credo che non si possa fare a meno di portare con sé un poeta latino, almeno. Nell’immenso patrimonio scelgo di portare Catullo che sento straordinariamente contemporaneo e fratello. È capace di conoscere l’uomo in un modo sconosciuto ai Greci, introduce nella cultura la profondità e la drammaticità del mondo interiore dell’uomo, ed ha un grande senso religioso.”

Antologia completa.

 

 

 

 


Catullo, carme 70

Dicebas quondam solum te nosse Catullum,

Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem.

Dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam,

sed pater ut gnatos diligit et generos.

Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,

multo mi tamen es vilior et elvior.

Qui potis est? Inquis. Quod amantem iniuria talis

Cogit amare magis, sed bene velle minus.


Catullo, carme 70

Dicevi un tempo di conoscere solo il tuo Catullo, Lesbia,

né volevi per me stringerti a Giove.

Cara ti tenni allora: e non soltanto come la gente l’amica,

ma come cari un padre tiene i figli e i generi.

Ora so chi tu sei: ed anche se brucio più forte, tu sei molto più vile, più trascurabile.

– Come può essere? –  chiedi. È che una tale ingiustizia

l’amante costringe ad amare di più, ma a volere meno bene.

 

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