Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia (Dante Alighieri)

“Dante incontra Beatrice” Scultura di Adelfo Galli

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia (Dante Alighieri)

Costanza Miriano  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa poesia di Dante. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Lo so, la scelta è poco originale, ma non si poteva non salvare questa poesia che in pochi tratti dipinge il ruolo femminile come porta di accesso alla grazia, come specchio che aiuta l’uomo ad alzare lo sguardo verso il Bene e la Bellezza, la donna consegnata a Dio, perché umile, e dunque canale di grazia e di salvezza per l’uomo: a lei Dio affida l’umanità.”

Antologia completa.


 

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare. 

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare. 

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova; 

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

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