In margine ad un testo implicito (Nicolas Gomez Davila)

In margine ad un testo implicito (Nicolas Gomez Davila)

Giovanni Lindo Ferretti ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questo libro. Gli ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“L’ho comprato per caso in una libreria di un aeroporto, sfogliandolo mi aveva allargato il sorriso. Ho cominciato a leggerlo e il viaggio è diventato una lettura vorace, indifferente a tutto il resto. Qualche risata di cuore per un piacere incredulo. Non avevo mai sentito parlare, mai letto, di questo autore. Colto oltremisura, sapienziale, illuminante, diretto. Sono aforismi, vere notazioni a margine di tutto ciò che ho letto, studiato, discusso, vissuto, e di molto altro di cui so in forma vaga e nebulosa o di cui non so (il testo implicito) sedimentate e filtrate da una intelligenza lucida, tagliente, ordinante. L’esatto contrario delle certezze che compongono il substrato del moderno e del contemporaneo. Boccate d’aria pura tra il fritto e il rifritto. Salutare. Benefico.

Se l’unico fine dell’uomo è l’uomo, deriva da questo principio una vana reciprocità, come il mutuo riflettersi di due specchi vuoti.

Biblioteca completa.


Giovanni Lindo Ferretti ha introdotto le sue cinque scelte per la nostra “biblioteca” con queste parole.

“Togliamo i “libri sacri” hai detto, e meno male. Di mio tolgo la grande letteratura: Omero, Virgilio, Dante, Shakespeare, I Ching e Il sogno della camera rossa….. ma come faccio a non mettere Cristina Campo, Simone Weil, Joseph Ratzinger/Sua Santità Benedetto XVI? Mi si perdoni. Salvare cinque libri è un atto di fiducia immensa: è pensare che qualcun altro ne salverà altrettanti in una relazione a crescere. Se no a che pro? Questi sono i miei. Ognuno mi rimanda ad altri, non esisterebbe a sé. Un classico romanzo e una sorta di thriller visionario, un libro di racconti, una raccolta di aforismi, una raccolta di lettere che la morte dell’autore trasforma in romanzo di formazione di un giovane uomo e di una giovane (!!!) nazione. Mi pare ci sia tutta la mia letteratura possibile. C’è il mondo ebraico, il mondo russo, l’Europa come cristianità storica e pensiero filosofico, e quest’ultimo arriva – gran bella sorpresa – dalle colonie oggi dette “periferie”. C’è un futuro apocalittico senza svelamento ma resta un granello di bene: un uomo, una donna, dei figli, un bimbo che porta il fuoco e difende la pistola che gli ha lasciato il padre. Bisogna essere forti e salvaguardare un po’ di buon umore. Il divano è imprescindibile.”

 

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