Il Signore degli Anelli (J.R.R.Tolkien)

signore-degli-anelliIl Signore degli Anelli (J.R.R.Tolkien)

Marco Sermarini,  Nicola Commisso, Benedetta Scotti, Giovanni e Carmina Donna d’Oldenico hanno deciso di salvare nella loro “cassaforte impermeabile” questo libro. Ho chiesto loro di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Tolkien non s’è sbagliato di una virgola. Il mondo è come la Terra di Mezzo, bisogna scegliere da che parte stare, è semplice. Io voglio stare con gli hobbit, sempre, per tutta la vita! Cioè dalla parte della Luce, ma essere sempre un po’ di campagna e un po’ bimbo… Io sto bene tra quelli di campagna e tra i bimbi, cioè sono un hobbit in tutto, salvo che nella statura (come disse JRRT…).” Marco Sermarini

“Il viaggio, la vocazione, l’amicizia, la lotta tra bene e male. Un opera straordinaria e avvincente, che racchiude ed esprime la quintessenza della vita; ma, soprattutto, un’apologia della Speranza: la protagonista del racconto, infatti, è la Grazia. Non è l’eroe a salvare la Terra di Mezzo, ma la Divina Provvidenza attraverso i santi, coloro che sanno rinunciare ad un bene apparente, per uno più grande, anche a rischio della vita.” Nicola Commisso

“Perché è il grandioso racconto di un’epica battaglia tra il Bene e il Male, tra un improbabile manipolo di amici e un oscuro potere. Un libro che richiama ad una realtà decisiva dell’esperienza umana, a cui l’uomo moderno, rifiutando di definire ciò che è Bene e ciò che è Male, pensa di potersi sottrarre. Una imperdonabile ingenuità visto che persino a dei paciosi hobbit della Contea è toccato, loro malgrado, schierarsi… ” Benedetta Scotti

“Tu ci chiedi cinque libri; noi ti chiediamo un trucco: consentici di rilegare in un unico volume Il Signore degli Anelli e il suo antefatto, Lo Hobbit. Così questo volume può diventare un’ancora di salvezza, un’apparente evasione che, invece, ha il pregio di immergerti sempre più profondamente nella realtà spiegata così com’è, nella drammaticità della lotta del male, sempre perdente, a dispetto delle apparenze, e il bene, la cui vittoria già c’è, a dispetto delle apparenze;  e attende solo di essere pienamente disvelata.” Giovanni e Carmina Donna d’Oldenico

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