Il cielo sopra Berlino (Wim Wenders)

Il cielo sopra Berlino (Wim Wenders)

Francesca Golia ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile”  il film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Le ho chiesto di raccontare il perchè in poche righe. 

“Salvo questo film perchè è un film su Berlino, una città che è di grande ispirazione per me, in un periodo in cui oscilla tra memoria e speranza e perciò è un palcoscenico perfetto – concreto e irreale – per poetici personaggi solitari: uomini, donne e infine angeli, come Damiel e Cassiel, che non abitano solo il cielo sopra Berlino, ma si confondono tra gli uomini sulla terra, anche se questi non possono vederli. La voglia di confondersi tra gli uomini è talmente forte che Damiel (lo strepitoso Bruno Ganz) rinuncerà alla sua esistenza immortale per diventare uomo, sperimentando da subito il sangue, il dolore e soprattutto l’amore. Le parole in questo film non sono quasi mai quotidiane, ma poetiche: si tratta di versi delle poesie di Handke e soprattutto di Rilke, perchè in questi versi, per il regista, “vivono gli angeli”. Salvo questo film perchè è un film sulla bellezza e la sacralità della poesia, di ieri come di oggi; sulla bellezza e la sacralità dell’essere uomini con tutto ciò che in questo c’è di provvisorio e di doloroso.

In questa scena un uomo ha appena fatto un incidente: vede che nessuno lo aiuta ed è sotto choc, vittima dei suoi pensieri ossessivi. L’angelo Damiel non può soccorrerlo, ma può ispirargli i versi di una poesia che lo tengono in vita e lo liberano dal rancore, dalle ossessioni e lo conducono verso una bellezza che è insieme ricordo e speranza, finchè non arriva qualcuno per metterlo in salvo.”

 Cineteca completa.

 

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