The Passion (Mel Gibson)

La Passione di Cristo (Mel Gibson. USA 2004)

Giovanni Lindo Ferretti ha introdotto le sue cinque scelte per la nostra “cineteca” con queste parole.

“Da giovane ho amato e molto frequentato il cinema. Avevo tempo libero a volontà e lo pensavo formativo, esperienziale, esistenziale. Non ne sono più così sicuro. Meglio qualsiasi esperienza, anche minima, ma concreta. Il cinema resta sospeso, impalpabile. Troppo o troppo poco. Il libro possiede una materialità e la canzone una versatilità che il cinema ignora. Il cinema richiede una disponibilità totale, un’ora e mezzo/due al buio, in modalità passiva e ricettiva. È recitazione: gli attori. È ripresa: immagini e sequenze. È dialogo, ambiente, costumi. È colonna sonora. Effetti speciali e cromatismi. Poi è montaggio: il ritmo fa il racconto. Ci sono film di ottimi proponimenti e fatti bene che non si fanno guardare e film difettosi che incantano, ma questo non vale solo per il cinema e forse è quello che lo salva.”

Giovanni Lindo Ferretti ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questo film e lo ha fatto così.

“Difficile sostenere lo sguardo. L’unico film che mi impedisce di accendermi una sigaretta. Sempre potente spesso agghiacciante. Ti inchioda sulla seggiola, e vorresti scappare. Chi te lo fa fare di restare a guardare? Duemila anni di iconografia cristiana! È pittorico, letterario, didascalico. Incute timore. L’uso dell’aramaico e del latino, la necessità di sottotitoli, sono l’invenzione, l’idea di regia, che lo rendono un capolavoro cinematografico. Una meditazione ai limiti dell’eccelso. Da Settimana Santa. Viene da inginocchiarsi. Amen. (dicono che Mel Gibson sia un po’ infame, ci si consoli: solo un peccatore poteva realizzarlo.)”

Cineteca completa.


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