All I want is you – Where the streets have no name (U2)

All I want is you / Where the streets have no name (U2, live 2001, Dublino)

 

 

Mario Adinolfi  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa canzone. Gli ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe.

“Dovrei salvare l’intera discografia degli U2, ma obbligato a scegliere porto nel post-tsunami questi dieci minuti di un loro concerto storico, allo Slane Castle di Dublino, la loro città dove da due giorni è morto il papà di Bono, il cantante-icona del gruppo. Che nel settembre 1974 a 14 anni mentre i nonni materni festeggiano i cinquant’anni di matrimonio vede il nonno morire. E al funerale del nonno vede la propria madre, travolta dal dolore, morire anch’essa. Una vicenda umana incredibile che lascia il povero Paul solo con il papà Bob, cattolico. Una vicenda umana che ricorda quella di Karol Wojtyla per l’intensità del dolore familiare privato e anche per lo sfondo, che è quello della guerra: la seconda guerra mondiale nel caso di San Giovanni Paolo II, la guerra civile irlandese nel caso di Paul che nel 1976, due anni dopo la tragedia privata, fonda con altri tre amici gli U2. Come Wojtyla trova consolazione nel teatro, così Paul ribattezzato dagli amici Bono Vox la trova nella musica. Nel 1982 anche il privato rifiorisce, Bono sposa la sua Allison, che aveva conosciuto nel 1975, prima di fondare gli U2. Oltre quarant’anni dopo Bono non ha cambiato né compagni di viaggio, gli U2 sono sempre quei quattro ragazzi di Dublino con nessuna modifica dalla formazione originale, né moglie, con Allison che gli darà quattro figli. Cresciuto nella fede cattolica dal papà Bob, un operaio con la passione per la lirica, in tutte le canzoni degli U2 si trova traccia di preghiere, ci sono salmi musicati come il salmo 40, c’è un Gloria, c’è One. In quelle settimane di dolore, con Bono che in silenzio si faceva portare ogni sera dopo ogni concerto dell’Elevation tour degli U2 dal proprio aereo ovunque si trovasse nel mondo al capezzale del papà morente perché malato in fase terminale di cancro, con una fatica anche fisica che venne raccontata solo poi dagli amici del gruppo, la preghiera deve aver ripercorso tutto l’animo del cantante. Quando il papà muore, alla vigilia dell’attesissimo concerto proprio a Dublino, a casa loro, con centomila biglietti venduti allo Slane Castle, tutti si aspettano che il concerto venga annullato. Invece Bono sorprende tutti, non vuole deludere i fans e non vuole addolorarli con il proprio dolore privato. E quando parte All I want is you e tutti si aspettano la dedica al padre, lui la dedica alla moglie Allison che con lui ha vissuto al capezzale di Bob. Nella “transizione” però tra questa canzone e la successiva il dolore irrompe e si fa urlo che sembra davvero disperato, quindici anni dopo rivederlo ancora scuote le corde di qualsiasi emotivo, lo si vede anche nei volti degli amici della band, poi però parte Where the streets have no name e con una corsa liberatoria Bono sembra salutare per sempre il papà e darsi appuntamento “dove le strade non hanno nome”. E la gente fa festa come mai ho visto fare festa in un concerto rock. Questi sono solo dieci minuti degli U2 a casa loro, allo Slane Castle di Dublino, pregando per un papà che non c’è più.”

Discoteca completa.

 

 

 

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