Don Giovanni (Mozart-Da Ponte)

Don Giovanni (Mozart-Da Ponte)

Francesco Teresi  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa opera lirica. Gli ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe.

“Opto per quest’opera per l’eccellente connubio di musica e parole. Conobbi il Don Giovanni grazie a Moliere. Ma vivevo un momento di effimera condotta di vita e il testo teatrale del commediografo francese non mi risuonò dentro. Così non riuscii ad interiorizzare la drammaticità dell’epilogo. Ci vollero la musica di Mozart e il libretto di Da Ponte per aprirmi cuore e mente. Le partiture per il tenore e quelle minacciose del basso fecero sì che la scena finale mi rimanesse impressa nella mente indelebilmente. Davanti alla presenza dello spettro del Commendatore, messaggero inequivocabile di Dio, che gli stringe la mano e gli intima di pentirsi più volte per “cangiare” vita, Don Giovanni osa rifiutare l’ultima possibilità datagli per salvarsi. Ragionandoci sopra, il sol pensiero mi provoca sempre più sgomento. Finalmente Dio, in qualche modo, si svela(chi non ha mai avuto ogni tanto dei dubbi in merito!), gli fa capire: sono qui, esisto e ti do ancora una chance… E Don Giovanni che fa? Colmo di superbia ed orgoglio, Gli gira le spalle. Dopo un istante, la terra si apre e lo inghiotte tra le fiamme eterne dell’inferno…”

Discoteca completa.


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