15 Agosto 2015 – Guida Alpina

GALLIZIO2 Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

In queste parole di Maria non c’è solo la lode di chi crede nell’esistenza di Dio, ma anche la gratitudine di chi crede nella Provvidenza di Dio. Esprimono la fede nell’operare, nel fare, nell’intervenire di Dio. La Solennità di oggi ci ricorda che Dio fa le cose fino in fondo. Poteva Maria essere esclusa dalla Resurrezione di Gesù? Poteva la sua carne marcire? La Fede del popolo cristiano ha sempre intuito che questo era impossibile ben prima della fissazione del dogma nel 1950.

In una sua omelia del 1984 il Card. Siri ci aiuta in cinque righe a superare tante visioni che rischiano di banalizzare e ridurre il mistero della Festa di oggi.

“Noi facilmente, usando la fantasia, pensiamo all’Assunzione come ad un viaggio che la Vergine farebbe in senso ascensionale, andando dalla terra verso le nuvole ed oltre. Certo, i pittori fan questo perché non sanno far altro e non possono fare altro, ma la verità non è questa in modo esatto. L’Assunzione non è un passaggio da un livello ad un altro livello in anima e corpo, è un passaggio da un modo di essere, da un mondo ad un altro mondo; cosa ben diversa. Non si tratta di un trasferimento spaziale; si tratta di un passaggio dal nostro piccolo mondo ad un altro mondo …”

In una sua udienza dell’11 Aprile 2007 Papa Benedetto XVI commentando San Bernardo usò pressoché le stesse parole per descrivere la Resurrezione di Gesù.

“La Pasqua che noi celebriamo, osserva san Bernardo, significa “passaggio” e non “ritorno”, perché Gesù non è tornato nella situazione precedente, ma “ha varcato una frontiera verso una condizione più gloriosa”, nuova e definitiva.”

Anche Maria, in anima e corpo, è entrata attraverso Gesù in questa condizione più gloriosa, nuova e definitiva. Gesù ha unito sua madre a sé. E Maria continua a lodare, a ringraziare la Provvidenza di Dio. Maria ci porta a camminare in fretta verso le cose di Dio. Maria ci aiuta a riconoscere l’opera di Dio in noi nei mille fili delle circostanze della nostra vita e a ringraziare. Maria genera come Madre Cristo in noi e veglia sulla nostra completa trasformazione in figli. Veglia sul nostro percorso di Risurrezione, su tutte le tappe della nostra Risurrezione.

La guida alpina è colui che non serve a niente finché non c’è bisogno. La guida alpina non cerca il suo successo ma quello del cliente. Maria significativamente è patrona delle guide alpine perché è colei che per prima è arrivata in cima.

Concludeva il Card. Siri: “Maria, l’arca dell’alleanza che sta nel santuario del Cielo, ci indica con luminosa chiarezza che siamo in cammino verso la nostra vera Casa, la comunione di gioia e di pace con Dio. Amen!”

Padre Maurizio Botta C.O.

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