22 Marzo 2015 – Discepoli low cost

chiccoUna volta all’anno tutti tornavano e Gerusalemme per la Pasqua risuonava delle loro voci. Ebrei della diaspora di lingua greca amanti della filosofia, impregnati di cultura ellenistica. La fama di Gesù aveva evidentemente superato i confini di Israele tanto che alcuni ebrei di lingua greca vogliono vederlo. Vederlo come si vuole vedere un vip, curiosi, affascinati da chissà quali racconti. A Filippo discepolo dal nome greco esprimono il loro desiderio: “Vogliamo vedere Gesù!”. Cosa cercavano? È la risposta di Gesù a togliere ogni dubbio. Descrivendo vita, destinazione e promesse per gli aspiranti discepoli mostra di aver capito che questi uomini attirati dalla sua fama cercavano un discepolato glorioso a buon mercato, low cost. E con la massima autorevolezza di quel in verità, in verità vi dico inizia a precisare.

Se. Perché seguirlo è risposta libera ad un avvenimento. A un fatto. Ad un incontro. Non è conseguenza automatica di un’educazione.

Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo.
Gesù per descrivere la vita di un suo discepolo usa l’immagine di un seme che marcisce nella terra. La realtà del chicco è sufficientemente eloquente, ma quando si realizza anche se preannunciata sembrerà sempre dura e inumana.

Dove sono io, là sarà anche il mio servo. Gesù annuncia dove conduce quell’attrazione da lui esercitata dalla croce. A morire uniti a Lui.

Gesù infine promette tre doni. Se il chicco muore, produce molto frutto. Fecondità abbondante. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Conservazione per l’eternità di questa nostra stessa vita, ma moltiplicata. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. La vera Gloria inaudita di essere uniti al Figlio e in Lui onorati dal Padre.

Tutto questo è sempre attuale perché Lui è lo stesso ieri, oggi e sempre.
Ognuno di noi si trova tentato da una delle due possibili fughe a basso costo.
La fuga da discepoli senza fede nelle promesse piene di Gioia di Cristo.
Ci rende duri e cattivi perché tristi.
L’evasione utopica da discepoli eterni adolescenti che rimuovono la croce.
Irenici e illusi ci deprimiamo davanti alla realtà, diventando forse più tristi e cattivi dei primi con il nostro patetico mascherone di gioia finta.

Come antidoto una preghiera infuocata:

Vieni in nostro aiuto Padre misericordioso perché possiamo vivere e agire sempre in quella Carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.

Padre Maurizio Botta

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