3 Maggio 2015 – Ci taglia

Apertura_Simonit_portaleNoi vorremmo solo parole rassicuranti, quando di Gesù sono anche moltissime parole inquietanti. Questa sera ci dice che: Dio Padre ci taglia. Andiamo con ordine.

Per descrivere il rapporto con i suoi discepoli Gesù usa un’immagine vegetale. Albero e rami. Albero di vite e tralci. Un rapporto naturale-vitale di dipendenza. Unione fisica da cui dipende la vita spirituale più profonda.

L’osservazione di come la linfa dia vita e irrori anche i rami più lontani è a questo proposito molto istruttiva: la linfa è un liquido a composizione variabile (a seconda delle necessità della pianta, della temperatura, della variabilità delle stagioni). La linfa (xilematica) sale contro la forza di gravità dalle radici verso foglie e germogli grazie a due meccanismi: pressione radicale e trazione. Non c’è quindi solo la “pressione” delle radici che spinge la linfa in alto a superare la forza di gravità. C’è la “trazione” della linfa da parte degli stessi rami.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

Quello che in natura avviene spontaneamente, nella vita spirituale avviene liberamente. Rimanete è un imperativo che presuppone una vera libertà. Dipende da noi veramente la trazione della linfa per non seccarci. Non è un obbligo, non avviene spontaneamente per sola pressione divina. È scelta libera. Quanti battezzati tagliati dal Padre-Vignaiolo dal Figlio-ViteVera perché non danno nessun frutto, secchi, aridi, senza linfa! Cristiani aridi e secchi proni ad ascoltare, sondaggi di opinione, statistiche, indici e valori che per ammissione degli stessi inventori non possono descrivere la realtà. Battezzati zelanti nel citare autorità di ogni tipo, “l’ha detto lui ”, senza mai conoscere a memoria le parole di Gesù. Tanti cosiddetti grandi uomini o pensatori, sono stati, se vere sono le parole di Cristo, solo rami secchi e infruttiferi. Capaci solo di descrivere l’orrore di una vita arida, senza linfa e senza frutti. Cantori disperati e disperanti di cosa sia il vivere senza lo Spirito Santo di Dio. Senza Grazia.

La vita, secondo Antoine Roquentin (protagonista del romanzo La nausea di Sartre) nel momento in cui ci appare come un unico e inevitabile flusso di esperienze senza un senso proprio, provoca appunto la grande vertigine della nausea. Stessa realtà troviamo ne La noia il romanzo di Alberto Moravia o nel teatro dell’assurdo.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Quanti cristiani battezzati in cui l’unione di volontà con la Volontà di Gesù non è la priorità. Quando i sacramenti per questo ci sono donati, per realizzare l’unione della nostra volontà con quella di Cristo, per portare frutto a gloria del Padre.

Dio Padre comunque ci taglierà. Per potarci e dare più frutto o per conclamare una sterilità liberamente scelta e protrattasi per troppo tempo. Anche questo è Vangelo.

Padre Maurizio Botta

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