7 Giugno 2015 – Caro

P120612_15.46Sono affascinato dalla sintesi, la tensione sana a voler dire tutto con poche parole. Il 6 Maggio 2008 alcune espressioni di un Inno latino che si prega all’Ufficio delle Letture dopo l’Ascensione mi catturarono e con la matita le sottolineai. Pochi giorni fa si sono riproposte come cuore dell’omelia di oggi. In latino caro,carnis è la carne.

Culpat caro, purgat caro, regnat caro Verbum Dei. (Dalla nostra carne la colpa, nella nostra carne espiamo (spurghiamo) questa colpa, la Carne del Verbo di Dio regna.*)

Caro culpat (Dalla nostra carne la colpa) ovvero la partenza, la condizione iniziale che ci accumuna tutti. Il primo istinto, la prima tendenza. “Se uno vuole essere mio discepolo rinneghi sé stesso…” la dice lunga sull’ottimismo di Gesù sulla nostra istintività. Naturalmente bacati. La donna un corpo senza occhi da afferrare, da palpeggiare senza ritegno come un oggetto. Virtualità pornografica compresa : “Chi guarda una donna per desiderarla nel suo cuore ha già commesso adulterio con lei”

Caro purgat (nella nostra carne espiamo (spurghiamo) questa colpa). Il desiderio di bellezza che si sveglia dentro di noi, la nostalgia dentro di un altro sguardo. La nostalgia di guardare in questa carne la carne con verginità. Lasciando vivere il fiore, senza strapparlo. La nostalgia di uno sguardo su una ragazza bellissima come fosse tua sorella, come fosse tua figlia. Nostalgia bruciante di donna, di essere guardata così. Battaglia spirituale. Lo Spirito Santo implorato dona il fuoco, pur, in greco, per spurgare come le vongole la sabbia della sensualità.

Regnat Caro Verbum Dei (la Carne del Verbo di Dio regna)

Nell’Antico Testamento, nel cammino verso la pienezza della fede, abbiamo testimonianze di come la presenza e l’azione di Dio sia mediata attraverso i segni, ad esempio, quello del fuoco (cfr Es 3,2ss; 19,18). Ma a partire dall’Incarnazione avviene qualcosa di sconvolgente: il regime di contatto salvifico con Dio si trasforma radicalmente e la carne diventa lo strumento della salvezza: “Verbum caro factum est”, “il Verbo si fece carne”, scrive l’evangelista Giovanni e un autore cristiano del III secolo, Tertulliano, afferma: “Caro salutis est cardo”, “la carne è il cardine della salvezza” (De carnis resurrectione, 8,3: PL 2,806). Benedetto XVI Udienza Generale 5 Gennaio 2011

Lo Sguardo di Cristo che esiste che c’è. In cielo vivi sono i santi. Sulla terra sono i santi, carne vivente, su cui la Carne di Cristo regna. Questo il miracolo della Carne di Cristo nel sacramento: rendere un uomo capace di guardare la donna come lui vivente la guarda ora. E in un mondo sessuomane, anche, la fecondità apostolica di un prete dipende dalla verginità del suo sguardo.

Padre Maurizio Botta

*Questa la traduzione del Card. Angelo Scola in un suo intervento del 7 Giugno 2011 a un Congresso su Medicina e Persona: “Attraverso la carne la colpa, la carne è ciò che ti purga dalla colpa, ma risorge la carne nel Verbo di Dio.”

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